“È difficile non prevedere le tante violazioni dei diritti umani che queste misure genereranno. I richiedenti asilo potrebbero vedersi respingere la domanda in seguito a una procedura accelerata che non esamina adeguatamente la loro storia e i pericoli che corrono nel loro paese. Potrebbero essere detenuti in un centro di rimpatrio e rimandati nel loro paese, o in un paese terzo attraverso cui hanno transitato o con cui l’Unione ha stretto un accordo. Tutto ciò con un unico obiettivo, condiviso da tutti i ventisette: impedire ai migranti di raggiungere il suolo europeo”, scrive il sito francese Mediapart commentando l’entrata in vigore del nuovo Patto su immigrazione e asilo dell’Ue. “L’Unione sta oltrepassando un nuovo limite: cede alla pressione della destra e dell’estrema destra e preferisce trovare negli stranieri il capro espiatorio invece di affrontare la sua crisi sociale ed economica. Questo significa sancire una gerarchia tra i popoli e decretare chi ha il diritto e la libertà di circolare in base alla propria nazionalità. Potrà anche essere soddisfatta di aver concordato queste misure vergognose, ma sta aprendo la strada a nuove tragedie”. Secondo il sito greco d’informazione In “si compie così un altro passo verso l’effettiva abolizione del diritto d’asilo e l’adozione di pratiche con i rifugiati che trasudano una mentalità colonialista secondo cui immigrati e richiedenti asilo non possono rivendicare diritti fondamentali, perché sono una ‘minaccia ibrida’. E tutto ciò mentre in realtà l’Europa non sta affatto affrontando una sorta di ‘invasione’ di immigrati e rifugiati ma la continua ascesa elettorale dell’estrema destra”. Il quotidiano tedesco Tageszeitung osserva che “le nuove norme erano state presentate come un’unificazione del diritto europeo in materia di asilo. Invece è stato realizzato un insieme frammentario di regole che ha aggravato l’incertezza giuridica. Il sistema europeo comune di asilo è un esempio lampante della strategia politica che mira a rendere le leggi il più complesse possibile, in modo che nessuno le capisca e possa rispettarle”. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1672 di Internazionale, a pagina 38. Compra questo numero | Abbonati