Dopo più di un anno e mezzo di proteste di piazza il presidente Aleksandar Vučić ha annunciato le dimissioni, con undici mesi di anticipo sulla scadenza del mandato, e la convocazione di elezioni parlamentari e presidenziali. Ha poi confermato che si mobiliterà per permettere al Partito progressista serbo (Sns, conservatore e nazionalista) di rimanere al potere. “La Serbia sta entrando in una fase di incertezza”, scrive il romeno Adevărul. “Le elezioni non decideranno solo il nuovo capo dello stato e la composizione del parlamento, ma diranno anche se le proteste innescate dalla tragedia di Novi Sad del novembre 2024 daranno vita a un’alternativa politica o se Vučić riuscirà ancora una volta a restare la figura centrale della politica serba, anche se in un ruolo diverso, quello di primo ministro”.

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Questo articolo è uscito sul numero 1672 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati