Tutto il Sudafrica è stato con il fiato sospeso in vista del 30 giugno, il giorno in cui, secondo i gruppi xenofobi March and March e Operation Dudula, gli stranieri senza documenti in regola avrebbero dovuto lasciare il paese. Sorvegliate da un ampio dispiegamento di polizia, migliaia di persone hanno manifestato contro l’immigrazione illegale in varie città e sono stati registrati alcuni incidenti, ma non ci sono stati morti, saccheggi o gravi attacchi alle infrastrutture come durante i tumulti del luglio 2021, in cui morirono più di 350 persone. “Una è andata. Proteste settimanali in arrivo”, avverte il Cape Times. La leader di March and March, Jacinta Ngobese-Zuma, ha dichiarato che il suo movimento scenderà in piazza ogni giovedì finché il governo non manderà via gli stranieri in situazione irregolare. Prima del 30 giugno, per sfuggire alle aggressioni e agli attacchi contro le loro proprietà e attività, almeno quindicimila persone originarie del Malawi hanno ottenuto il rimpatrio o ne hanno fatto richiesta; e centinaia sono tornate in Zimbabwe, Ghana, Nigeria e altri paesi africani. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1672 di Internazionale, a pagina 29. Compra questo numero | Abbonati