Costume art
Metropolitan museum of art, New York, fino al gennaio 2027
Con la nuova mostra del Costume institute il Met lancia un messaggio sul ruolo della moda nei musei. Tra abiti da sera, armature, dipinti, vasi greci, l’esposizione afferma che il corpo vestito è l’unica forma di espressione artistica in grado di collegare tutte le 19 aree di raccolta del museo. Diverse tipologie di corpo – classico, che invecchia, nudo e così via – sono illustrate attraverso oggetti d’arte. Dior, Chanel, Alexander McQueen e Schiaparelli stanno accanto a Dürer, van Gogh, Picasso, Warhol, o ad armature greche, statue dell’antica Mesopotamia, incisioni rinascimentali, stampe giapponesi, illustrazioni anatomiche.
The Art Newspaper
Sdoppiamenti
Museum of contemporary art, Los Angeles, fino al 2 agosto
Nel 1945, pochi giorni prima della resa giapponese, due giovani ufficiali statunitensi dividono la Corea in due, armati solo di una mappa del National Geographic e senza coreani presenti. Un’azione arbitraria con un impatto profondo e duraturo. La divisione è uno dei punti chiave di _Star-crossed rendezvous _dell’artista sudcoreana Haegue Yang: cubi bianchi pendono dal soffitto e si riflettono capovolti in uno specchio. Lo spettatore è indotto a cercare gli sdoppiamenti, le inversioni e le asimmetrie spesso presenti nel lavoro di Yang: una stanza inondata di luce contrapposta a un’altra avvolta nell’ombra, il suono contrapposto al silenzio, la stasi contrapposta al movimento.
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Questo articolo è uscito sul numero 1669 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati