Dopo la morte di George Floyd, quando in tutto il mondo si era infiammato il dibattito sul razzismo, in Germania si è distinta la voce calma e autorevole dell’autrice e attivista Tupoka Ogette. Il suo saggio del 2017, Exit racism, nell’estate del 2020 è diventato un bestseller. In quel libro Ogette ha solo accennato alla sua esperienza personale. Nata nel 1980 da padre tanzaniano e madre tedesca, Ogette è cresciuta a Lipsia e, dopo aver lasciato la Germania Est, a Berlino ovest con la madre. Il suo intenso secondo libro Trotzdem zuhause (Ancora a casa) è invece la sua autobiografia. Al tema, molto diffuso in Germania, di essere cresciuti in un paese socialista per poi ritrovarsi all’improvviso in occidente, Ogette aggiunge la sua diversità, l’essere quasi sempre l’unica nera nella stanza. Qualcosa che connota tutta la sua biografia in cui ha affrontato molti momenti difficili. Si parla di razzismo, ma anche di violenza (spesso in chiave sessuale). La vera sfida di Ogette è di riuscire a sentirsi a casa in Germania, nonostante tutto.
Der Spiegel

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Questo articolo è uscito sul numero 1665 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati