Scrivendo il 6 maggio sul suo social media Truth, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato la sospensione del Project freedom, lanciato appena due giorni prima con l’obiettivo di consentire il passaggio delle navi nello stretto di Hormuz. La decisione è stata presa per favorire un accordo con l’Iran e mettere fine alla guerra. Trump ha aggiunto che sono stati fatti “grandi progressi” nei negoziati, ma resterà in vigore il blocco statunitense dei porti iraniani. L’annuncio di Trump è seguito di poche ore a una conferenza con la stampa in cui il segretario di stato statunitense Marco Rubio ha confermato che la fase offensiva del conflitto con l’Iran è terminata, anche se il capo di stato maggiore, il generale Dan Caine, ha avvertito che l’esercito è “pronto a riprendere i combattimenti”.

Il 4 maggio Iran e Stati Uniti si erano lanciati nuovi attacchi nel golfo Persico. Diverse navi mercantili avevano segnalato esplosioni o incendi; Washington aveva dichiarato di aver distrutto sei piccole imbarcazioni militari iraniane e gli Emirati Arabi Uniti avevano riferito di essere stati presi di mira nuovamente dai missili iraniani. Uno di questi avrebbe colpito il porto di Fujairah, provocando un incendio.

Il 6 maggio il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi è stato il primo alto funzionario dall’inizio della guerra a visitare Pechino, dove ha incontrato il suo collega cinese Wang Yi. L’incontro è avvenuto dopo che l’amministrazione Trump aveva esortato la Cina a fare pressioni sull’Iran per spingerlo ad aprire lo stretto di Hormuz e una settimana prima del summit tra il presidente statunitense e quello cinese. I tentativi di rilanciare i colloqui tra Iran e Stati Uniti sono fermi dopo un primo incontro diretto a Islamabad, in Pakistan, l’11 aprile. Il 5 maggio il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che il suo paese è “pronto al dialogo”. Ma ha aggiunto che “non ha mai ceduto e non cederà mai alla forza”. Afp, Radio Farda

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Questo articolo è uscito sul numero 1664 di Internazionale, a pagina 18. Compra questo numero | Abbonati