“La democrazia non fa per noi”, ha detto il 2 aprile Ibrahim Traoré, 38 anni, capo della giunta militare che dal 2022 guida il Burkina Faso. Come scrive il sito Seneplus, in un’intervista alla tv pubblica il più giovane capo di stato africano ha criticato i valori occidentali dicendo che la democrazia “uccide” ed “è schiavitù”. Ma a uccidere i civili in Burkina Faso è soprattutto l’esercito: un recente rapporto dell’ong Human rights watch (Hrw) rivela che nel paese le forze governative hanno ucciso più del doppio dei civili rispetto ai miliziani jihadisti attivi nel territorio. Tra il gennaio 2023 e l’agosto 2025 sono stati documentati 57 episodi di violenza in cui sono morti almeno 1.837 civili, tra cui decine di bambini. In 33 casi la responsabilità era delle forze governative e dei loro alleati, che hanno causato la morte di 1.255 civili . Il governo di Ouagadougou ha respinto le accuse, giudicate “infondate”, e ha difeso la professionalità dell’esercito.
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Questo articolo è uscito sul numero 1660 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati