L’ambizioso progetto di Mao Fujita affianca i preludi di Chopin a quelli di Skrjabin e a un’ulteriore serie di 24 preludi del compositore Akio Yashiro (1929-1976), che stabilisce parallelismi tonali e strutturali con le prime due raccolte, pur abbracciando un’atmosfera tipicamente giapponese. Il carattere dei preludi op. 28 di Chopin cambia notevolmente a seconda delle scelte di tempo, dinamica e fraseggio da parte dell’interprete. Fujita è in equilibrio tra asciutta secchezza e ampiezza quasi orchestrale, con un’aggiunta d’introspezione. I preludi op. 11 di Skrjabin sono concepiti in modo analogo, ma mettono in luce altre qualità del pianista giapponese, in particolare il suo raffinato virtuosismo. Chiunque cerchi un’opera che combini musica già nota con qualcosa di più avventuroso apprezzerà i preludi di Akio Yashiro: mantengono un impianto tonale sufficiente a risultare accessibili, ma incorporano anche passaggi atonali. Fujita ha consultato i manoscritti originali dell’autore e questo studio, unito alla sua intelligenza artistica, dà vita a un’interpretazione davvero coinvolgente.
Azusa Ueno, The Classic Review

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Questo articolo è uscito sul numero 1658 di Internazionale, a pagina 94. Compra questo numero | Abbonati