Smettiamola di sentirci al centro di tutto
◆ Ho letto l’articolo di Arthur Brooks sull’insignificanza (Internazionale 1647). Anche senza arrivare alla lezione di astronomia, a me è sempre bastato fare un giro in qualunque cimitero. Li visito sporadicamente da quando sono adolescente (anche in vacanza, voglio vedere quelli storici), mi ha sempre aiutato a rimettere tutto in prospettiva.
Morena Forza
◆ Avere la consapevolezza di essere solo un pezzo del puzzle vuol dire sapere che il puzzle non potrebbe considerarsi tale o essere completo senza ciascun pezzo e che ognuno è unico per forma e colori. Sapersi una piccola parte dell’universo e sapersi irripetibili e necessari non sono in contraddizione secondo me, anzi sono la stessa cosa.
Lettera firmata
Controllo parentale
◆ Vi scrivo con sincera sorpresa e un certo disorientamento per la scelta della lettera e per la modalità della risposta nell’ultima rubrica di Dear Daddy (Internazionale 1648). I danni potenziali legati all’uso dello smartphone in età preadolescenziale sono ormai ampiamente documentati e discussi: non possiamo far finta che il problema non esista o ridurlo a una questione di “controllo sì / controllo no”. Il punto, a mio avviso, è più radicale: perché un bambino di dodici anni, i cui spostamenti e contatti dovrebbero essere naturalmente sotto la responsabilità degli adulti, dovrebbe avere uno smartphone? In caso di ansia o necessità di reperibilità, un telefono senza accesso a internet è una soluzione più che adeguata. Continuare a regalare ai bambini strumenti che non sono in grado di gestire, che li espongono a realtà e dinamiche spesso del tutto opache anche ai genitori, e dove il controllo è di fatto nullo, è una logica che andrebbe messa seriamente in discussione. Mi sarei aspettata una linea più netta e più coraggiosa. Sotto una certa età è sempre più evidente che lo smartphone sia dannoso: negare questo aspetto non aiuta né i genitori né i ragazzi.
Verena Birocchi
I rischi di un’economia basata sul cemento
◆ Apprezzo molto gli articoli critici di Sarah Gainsforth e Francesca Coin (internazionale.it). Il futuro delle nostre città è un argomento che meriterebbe più spazio nel discorso pubblico e le loro ricerche sono strumenti preziosi.
A. Porru
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Questo articolo è uscito sul numero 1648 di Internazionale, a pagina 12. Compra questo numero | Abbonati