Il comportamento sessuale tra esemplari dello stesso sesso è ampiamente diffuso tra i primati non umani e potrebbe avere una precisa funzione evolutiva, conclude una revisione degli studi sull’argomento pubblicata su Nature Ecology & Evolution. Questo comportamento è stato osservato in 59 specie, e sembra essere più frequente in quelle che vivono negli ambienti meno ricchi di risorse e dove la minaccia dei predatori è maggiore, in quelle più longeve e caratterizzate da un forte dimorfismo sessuale e in quelle che vivono in società complesse. Secondo i ricercatori potrebbe essere un modo per rafforzare i legami tra gli individui e mantenere l’unità del gruppo di fronte alla pressione ambientale e sociale.
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1648 di Internazionale, a pagina 97. Compra questo numero | Abbonati