Campione, la fabbrica della sfortuna
◆ Ho trovato splendido il reportage sulla situazione assurda di Campione d’Italia (Internazionale 1392). Emblematica di un mondo in cui l’unico riferimento è il dio denaro e tutto può essere comprato. Un mondo che ho toccato da vicino, avendo vissuto due anni a Lugano, sul versante opposto del lago. I risvolti di questa logica sono poi descritti magnificamente, le ferite provocate sono notevoli a livello economico, sociale e spirituale. In gold we trust.
Giorgio Parisi
Una scommessa per sconfiggere il virus
◆ Sono in disaccordo con Tim Harford quando scrive “se costretto a guidare nel buio, preferirei che tutte le auto avessero un fanale funzionante piuttosto che alcune due e altre neanche uno” (Internazionale 1392). Preferirei circolassero solo le auto con due fanali e le altre restassero ferme ai box. Abbiamo aspettato un anno prima di avere un vaccino, penso si possa aspettare qualche mese in più se ne va della sicurezza e della salute di tutti. La fretta è sempre cattiva consigliera, come società dobbiamo smettere di commettere l’errore di pensare a breve termine.
Luca Abeni
Dimmi che vado bene così
◆ Ho letto con piacere l’articolo che spiega come si tendano a sopravvalutare i propri pregi e a ignorare invece i difetti (Internazionale 1392). Penso sia un argomento curioso, perché possiamo riconoscerci in altri e autoanalizzarci un po’. L’articolo però oltre a questo non mi aiuta a capire una cosa più importante: qual è l’origine di questi comportamenti? Sarebbe interessante approfondire i modi con cui un individuo può evitarli, in rapporto ai tempi in cui viviamo e alle regole che impone la società.
Federico Zanotto
Il segreto re del porno
◆ Nell’articolo di copertina dell’ultimo numero (Internazionale 1393) “il re segreto del porno” viene descritto come una persona senza scrupoli, perché usa il materiale pornografico per fare soldi, nonostante il suo aspetto intimo e sensibile. Penso non ci sia nulla di strano: il capitalismo funziona così. In ogni campo valgono le stesse regole e la rete ha esteso le possibilità. Si può cercare di regolamentare il mercato, ma un sistema basato sulla riservatezza dei suoi proprietari e delle banche che li finanziano è difficile da controllare, anche per l’ambiguità dei concetti morali con i quali la pornografia ci mette a confronto.
Giovanni di Leo
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Questo articolo è uscito sul numero 1394 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati