◆ Quest’immagine, scattata da un astronauta a bordo della Stazione spaziale internazionale (Iss), mostra il contrasto tra lo scarsamente popolato altopiano del Tibet, il cosiddetto “tetto del mondo”, e la densamente popolata pianura indo-gangetica, tra l’India e il Pakistan. Le due aree sono divise dall’Himalaya, la catena montuosa più alta del mondo. La geografia della regione è il risultato della collisione tra la placca tettonica indiana e quella euroasiatica.

A sud dell’Himalaya spiccano le luci della capitale indiana New Delhi e della metropoli pachistana Lahore. La pianura, resa fertile dai depositi alluvionali dei fiumi Indo e Gange, ospita da sempre vasti insediamenti umani. Oggi, con più di quattrocento milioni di abitanti, la regione è una delle più densamente popolate della Terra. Dallo spazio si vedono anche le luci di sicurezza arancioni che segnano il confine tra l’India e il Pakistan, due potenze nucleari rivali.

A nord della catena montuosa c’è l’altopiano del Tibet, che ha raggiunto gli attuali 4.500 metri sul livello del mare in seguito a decine di milioni di anni d’azione delle forze tettoniche. Nell’altopiano ci sono molti ghiacciai che complessivamente formano la terza massa di ghiaccio della Terra (dopo le calotte polari). Il clima rigido non favorisce l’agricoltura: gli abitanti si dedicano alle colture che si adattano al freddo, come l’orzo, o alla pastorizia nomade.–Nasa

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Questo articolo è uscito sul numero 1394 di Internazionale, a pagina 91. Compra questo numero | Abbonati