L’aumento dei contagi di covid-19 nel paese sta creando ostilità verso gli immigrati birmani che lavorano nei mercati e negli impianti di lavorazione del pesce a Mahachai, dove il 17 dicembre è stato registrato il primo caso d’infezione dopo mesi. A metà dicembre i casi confermati in Thailandia erano quattromila e i morti sessanta, ma l’11 gennaio i contagi sono saliti a 10.547. La seconda ondata è cominciata nei quartieri dormitorio in cui vivono gli immigrati, che in genere raggiungono il paese grazie ai trafficanti di esseri umani, scrive Asia Times. Sui social network thailandesi circolano post che incitano a uccidere gli immigrati.
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Questo articolo è uscito sul numero 1392 di Internazionale, a pagina 28. Compra questo numero | Abbonati