◆ Nel 2020 le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera dovrebbero ridursi di circa il 7 per cento rispetto all’anno precedente. Il calo è dovuto alle misure adottate per contrastare la pandemia di covid-19. Secondo le stime contenute nel Global carbon budget 2020, pubblicato sulla rivista scientifica Earth System Science Data, l’uso di combustibili fossili come carbone, petrolio e metano produrrà comunque 34,1 miliardi di tonnellate di anidride carbonica. Già dopo la crisi finanziaria del 2007-2008 si era registrato un calo delle emissioni, che però negli anni seguenti erano tornate a crescere. È possibile che questo avvenga anche dopo la pandemia. La speranza, però, è che alcune tendenze che si sono manifestate nel 2020 rimangano anche in futuro. La riduzione delle emissioni legate all’uso del carbone, per esempio, potrebbe essere confermata nel lungo periodo.

Le conseguenze della pandemia non sono state uguali in tutto il mondo. In Cina il calo delle emissioni è stato lieve, mentre negli Stati Uniti è stato del 12 per cento e nell’Unione europea dell’11 per cento. Se si considerano le emissioni pro capite, gli Stati Uniti si sono confermati al primo posto davanti alla Cina e all’Unione europea. Storicamente l’Europa, e in particolare il Regno Unito, ha contribuito molto all’accumulo dei gas serra nell’atmosfera. Secondo gli autori dello studio, nel calcolo delle emissioni di anidride carbonica restano però incertezze e discrepanze.

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Questo articolo è uscito sul numero 1389 di Internazionale, a pagina 112. Compra questo numero | Abbonati