◆ Il mio giornale preferito che pubblica un numero monografico sul genere letterario che adoro? Scoprire non solo il mondo, ma tutti i mondi possibili? Poi non mi vengano a dire che a 46 anni non dovrei credere a Babbo
Natale!
Domenico Marchesan
_◆ Mi dispiace ma stavolta sono rimasto deluso dalla vostra scelta editoriale per l’ultimo numero dell’anno. Seguo da molti anni e con grande piacere Internazionale. Ma se compro, per esempio, una rivista di medicina, mi aspetto che tutti i numeri dell’anno mi diano le notizie su quello che c’è di nuovo in campo medico. Certamente non mi aspetto di leggere una serie di storie che saranno anche interessanti ma non soddisfano la ragione per cui compro la rivista. Da semplice lettore mi sono sentito un po’ raggirato.
Rainero Schembri
◆ In attesa di leggere sul primo numero del 2020 la consueta lettera di chi è rimasto deluso da Internazionale Storie e quella di chi ringrazia per aver dedicato l’intero giornale ai racconti di fantascienza, dovrei credere che un altro mondo è possibile come buon proposito per l’anno nuovo.Daniele Baldisserri _

Il mondo a domicilio

◆ Ho letto con interesse l’articolo sugli acquisti online (Internazionale 1338), che a mio avviso cavalcano una tendenza già viva da anni caratterizzata dalla crescente perdita di umanità nel rapporto tra venditore e cliente. Ci aggiriamo nei negozi nell’anonimato e paghiamo alle casse automatiche o ad addetti alla cassa a cui non prestiamo la minima attenzione. Non abbiamo tempo per instaurare relazioni con il macellaio, l’ortolano, il cassiere. Lo shopping online è il diretto sviluppo di una tendenza all’acquisto del cibo pronto, del take away e dei pasti fuori casa. Non abbiamo tempo di stare ai fornelli per ore. Non abbiamo tempo per brodi, spezzatini e minestroni tipici delle nostre madri. Siamo senza dubbio protagonisti di un cambiamento culturale epocale. Ma quanti di noi si chiedono se in meglio o in peggio? Il timore è che non si abbia il tempo per riflettere filosoficamente su questi temi.
Fabio Loddi

Errata corrige

◆ Su Internazionale 1338 a pagina 25 il protocollo di Kyoto è stato firmato nel 1997, non nel 1992; su Internazionale 1337 a pagina 79, i mormoni nel 1847 viaggiarono verso la valle di Salt Lake a bordo di carri trainati da cavalli, non in treno.

Errori da segnalare?
correzioni@internazionale.it

Storie ◆ Il mio giornale preferito che pubblica un numero monografico sul genere letterario che adoro? Scoprire non solo il mondo, ma tutti i mondi possibili? Poi non mi vengano a dire che a 46 anni non dovrei credere a Babbo Natale! Domenico Marchesan ◆ Mi dispiace ma stavolta sono rimasto deluso dalla vostra scelta editoriale per l’ultimo numero dell’anno. Seguo da molti anni e con grande piacere Internazionale. Ma se compro, per esempio, una rivista di medicina, mi aspetto che tutti i numeri dell’anno mi diano le notizie su quello che c’è di nuovo in campo medico. Certamente non mi aspetto di leggere una serie di storie che saranno anche interessanti ma non soddisfano la ragione per cui compro la rivista. Da semplice lettore mi sono sentito un po’ raggirato. Rainero Schembri ◆ In attesa di leggere sul primo numero del 2020 la consueta lettera di chi è rimasto deluso da Internazionale Storie e quella di chi ringrazia per aver dedicato l’intero giornale ai racconti di fantascienza, dovrei credere che un altro mondo è possibile come buon proposito per l’anno nuovo. Daniele Baldisserri Il mondo a domicilio ◆ Ho letto con interesse l’articolo sugli acquisti online (Internazionale 1338), che a mio avviso cavalcano una tendenza già viva da anni caratterizzata dalla crescente perdita di umanità nel rapporto tra venditore e cliente. Ci aggiriamo nei negozi nell’anonimato e paghiamo alle casse automatiche o ad addetti alla cassa a cui non prestiamo la minima attenzione. Non abbiamo tempo per instaurare relazioni con il macellaio, l’ortolano, il cassiere. Lo shopping online è il diretto sviluppo di una tendenza all’acquisto del cibo pronto, del take away e dei pasti fuori casa. Non abbiamo tempo di stare ai fornelli per ore. Non abbiamo tempo per brodi, spezzatini e minestroni tipici delle nostre madri. Siamo senza dubbio protagonisti di un cambiamento culturale epocale. Ma quanti di noi si chiedono se in meglio o in peggio? Il timore è che non si abbia il tempo per riflettere filosoficamente su questi temi. Fabio Loddi Errata corrige ◆ Su Internazionale 1338 a pagina 25 il protocollo di Kyoto è stato firmato nel 1997, non nel 1992; su Internazionale 1337 a pagina 79, i mormoni nel 1847 viaggiarono verso la valle di Salt Lake a bordo di carri trainati da cavalli, non in treno. Errori da segnalare? correzioni@internazionale.it

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Questo articolo è uscito sul numero 1340 di Internazionale, a pagina 10. Compra questo numero | Abbonati