◆ Negli anni ottanta quest’area della penisola dello Shandong, nell’est della Cina, era una distesa di piane di marea, frequentata quasi esclusivamente da uccelli e altra fauna selvatica. Oggi invece la zona, che fa parte della prefettura di Binzhou, nel nord della provincia dello Shandong, risulta fortemente modificata dall’attività umana.
Questa fotografia, scattata dal satellite Landsat 8 della Nasa, mostra un paesaggio punteggiato da una serie di quadrati e rettangoli, probabilmente vasche usate per l’allevamento di pesci o uccelli acquatici e laghi sottomarini per l’estrazione del sale. Nella parte destra dell’immagine si vedono decine di piattaforme per l’estrazione del petrolio. La zona rientra infatti nel campo petrolifero di Shengli, il secondo più grande della Cina. Al centro dell’immagine, a ovest delle piattaforme, si vedono alcuni impianti di industria pesante, probabilmente raffinerie. Immagini satellitari dimostrano che la costruzione di questi impianti è cominciata nel 2012, mentre le piattaforme sono state realizzate alla metà degli anni novanta. Tra i prodotti industriali della prefettura di Binzhou ci sono anche capi d’abbigliamento, carbon coke, macchinari e cemento.
Decenni di immagini satellitari del programma Landsat in Cina indicano che questa è una delle aree in cui le acque di superficie hanno subìto i cambiamenti più profondi.–Adam Voiland (Nasa)
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Questo articolo è uscito sul numero 1230 di Internazionale, a pagina 105. Compra questo numero | Abbonati