Dopo il test nucleare nordcoreano del 3 settembre 2017, il presidente Moon Jae-in ha invocato pressioni diplomatiche e militari, e il presidente statunitense Donald Trump ha minacciato confuse opzioni militari contro Pyongyang. Se questo déjà-vu finirà come in passato, i due alleati confermeranno l’assenza di opzioni percorribili; l’Onu, intralciata da Cina e Russia, voterà ancora una volta inutili sanzioni; gli Stati Uniti sposteranno le portaerei vicino alla penisola coreana e invieranno bombardieri in ricognizione. Poi il mondo tornerà ai suoi affari fino al prossimo test. Per mettere fine a questo circolo vizioso dovremmo guardare in faccia la realtà: il Nord è destinato a diventare una potenza nucleare, se non lo è già. Questo vuol dire che la denuclearizzazione non può essere l’unico obiettivo. E che serve un piano b per creare un contrappeso rispetto a un Nord dotato di armi nucleari, per ridurre la tensione e preparare la strada a una pace duratura. Servirebbe un impegno più deciso di Washington nella protezione della Corea del Sud sotto il suo ombrello nucleare. Qualsiasi frattura nell’alleanza tra i due paesi potrebbe spingere Seoul a dotarsi di armi atomiche. Anche il Giappone farebbe lo stesso, mentre la Cina ingrandirebbe il suo arsenale. In altre parole, potrebbe innescarsi una pericolosa corsa agli armamenti sullo sfondo della crescente rivalità tra Stati Uniti e Cina. Raggiunta la parità, bisognerebbe costruire un rapporto di fiducia con il Nord per spingerlo a rendere trasparente il suo programma nucleare. Alla comunità internazionale converrebbe aiutare il Nord ad aprirsi e diventare uno stato normale. Infine, i paesi coinvolti dovrebbero collaborare con il Nord per garantire una pace duratura, cruciale perché Pyongyang sopravviva al passaggio da stato canaglia a stato della comunità globale. Se la guerra non è un’opzione, bisogna cambiare obiettivo: invece di fermare il nucleare nordcoreano bisogna gestirlo entro livelli tollerabili. Ed è meglio farlo ora. ◆ gim

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Questo articolo è uscito sul numero 1221 di Internazionale, a pagina 16. Compra questo numero | Abbonati