Il 12 marzo la tv di stato iraniana ha trasmesso un messaggio della nuova guida suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei, che non è ancora apparso in pubblico, in cui promette “vendetta” contro gli Stati Uniti e Israele.

Mojtaba Khamenei, che ha preso il posto del padre Ali Khamenei, ucciso nel primo giorno di guerra, sarebbe rimasto ferito in un bombardamento, ma non si conoscono ulteriori dettagli.

Nel suo discorso, letto da una presentatrice della tv di stato, Khamenei si è impegnato a vendicare “i martiri del conflitto”. “Finora abbiamo attuato solo una piccola parte della nostra vendetta, ma portarla a termine sarà una delle nostre priorità”, ha dichiarato.

Khamenei, 56 anni, ha poi espresso la sua “sincera gratitudine ai combattenti dell’asse della resistenza” nello Yemen, in Libano e in Iraq.

Ha anche confermato il blocco dello stretto di Hormuz, che sta mettendo a rischio l’approvvigionamento petrolifero mondiale.

“Il blocco dello stretto è un’arma importante a cui non possiamo rinunciare”, ha spiegato.

Poco prima il presidente statunitense Donald Trump aveva affermato che i prezzi del petrolio sono una questione di poco conto rispetto alla necessità di fermare l’Iran, che ha definito “l’impero del male”.

L’economia globale sotto shock
La guerra in Iran ha fatto diventare realtà uno scenario da incubo che molti analisti pensavano impossibile: il blocco delle forniture di gas naturale e di petrolio estratti nei paesi della penisola arabica

Khamenei ha inoltre chiesto agli stati del Golfo di chiudere le basi statunitensi presenti sul loro territorio.

Dall’inizio della guerra l’Iran ha condotto vari attacchi con missili e droni contro i suoi vicini, sostenendo di prendere di mira solo obiettivi statunitensi, cosa che gli stati della regione hanno smentito.

Al termine della lettura del discorso di Khamenei, i Guardiani della rivoluzione, l’esercito ideologico dell’Iran, hanno riferito di aver lanciato nuovi attacchi contro obiettivi statunitensi e israeliani in omaggio alla nuova guida suprema.