Il 21 gennaio la centrale nucleare di Kashiwazaki-Kariwa, la più grande del mondo, è stata riattivata per la prima volta dal disastro di Fukushima del 2011, ha annunciato il suo gestore, nonostante le preoccupazioni degli abitanti.
Per il momento la riattivazione riguarda solo uno dei sette reattori della centrale, considerata la più grande del mondo in termini di capacità produttiva totale.
Il reattore è stato riattivato alle 19.02 ora locale, ha dichiarato all’Afp Tatsuya Matoba, portavoce della Tokyo Electric Power Company (Tepco).
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Il mese scorso il governatore della prefettura di Niigata (centro-ovest), dove si trova la centrale, aveva dato il suo via libera alla riattivazione, nonostante profonde divisioni nell’opinione pubblica: secondo un sondaggio condotto a settembre, il 60 per cento degli abitanti della prefettura era contrario alla riattivazione, mentre il 37 per cento era favorevole.
Il 20 gennaio decine di manifestanti avevano sfidato il freddo per partecipare a una manifestazione di protesta davanti all’ingresso della centrale, che si affaccia sul mar del Giappone.
La centrale di Kashiwazaki-Kariwa era stata chiusa insieme a tutti gli altri impianti nucleari del paese dopo il triplice disastro di Fukushima (terremoto, tsunami e catastrofe nucleare), che aveva causato quasi ventimila morti.
Ma con il passare degli anni il Giappone aveva modificato la sua posizione, spinto dalla necessità di ridurre la sua dipendenza dai combustibili fossili, raggiungere la neutralità carbonica entro il 2050 e rispondere alla crescente domanda di elettricità legata all’intelligenza artificiale.
Anche la nuova premier giapponese Sanae Takaichi ha espresso il suo sostegno al nucleare civile.
Finora 14 reattori nucleari sono stati riattivati nel paese. Di questi, quello della centrale di Kashiwazaki-Kariwa è il primo della Tepco, che gestiva anche la centrale danneggiata di Fukushima Daiichi.
In vista della riattivazione, la centrale di Kashiwazaki-Kariwa era stata dotata di una diga alta 15 metri contro gli tsunami, di nuovi sistemi di emergenza elettrica e di altri dispositivi di sicurezza.
Intanto, il 21 gennaio il Giappone ha condannato all’ergastolo Tetsuya Yamagami, autore nel 2022 dell’omicidio dell’ex primo ministro Shinzō Abe.