L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha sottolineato il 13 gennaio che le bevande zuccherate e l’alcol stanno diventando sempre meno costosi e ha esortato gli stati ad alzare le tasse su questi prodotti per ridurne i consumi e finanziare la sanità pubblica.

L’Oms ha anche avvertito che una tassazione troppo bassa alimenta l’obesità, il diabete, le malattie cardiovascolari, i tumori e altre patologie.

“La situazione attuale favorisce la vendita di prodotti nocivi a prezzi economici, mentre i sistemi sanitari sono sottoposti a una pressione finanziaria crescente”, ha affermato in un comunicato l’agenzia sanitaria delle Nazioni Unite.

L’Oms ha aggiunto che, malgrado bevande zuccherate e alcol generino miliardi di dollari di profitti, i governi ne percepiscono solo una parte relativamente piccola, a fronte di costi sanitari in grande crescita.

“Le tasse sono uno degli strumenti più efficaci a nostra disposizione per promuovere la salute e prevenire le malattie”, ha affermato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, citato nel comunicato.

Durante una conferenza stampa Tedros ha ammesso che “queste tasse possono essere impopolari dal punto di vista politico e osteggiate da potenti settori industriali”, ma ha sottolineato che “costituiscono uno strumento formidabile per garantire la salute pubblica”, citando le misure adottate con successo in vari paesi, tra cui Regno Unito, Lituania e Filippine.

Nell’occasione l’Oms ha pubblicato due rapporti sulla tassazione dell’alcol e delle bevande zuccherate nel mondo. Dal primo rapporto emerge che tra il 2022 e il 2024 la birra è diventata più accessibile in 56 paesi e meno accessibile in 37.

“La quota media delle accise (imposte sulla fabbricazione e vendita di prodotti di consumo, ndr) è bassa a livello globale, con il 14 per cento per la birra e il 22,5 per i superalcolici”, si legge nel rapporto.

Inoltre il vino è esente da accise in almeno venticinque paesi, soprattutto europei. “Le accise dovrebbero essere applicate a tutte le bevande alcoliche”, raccomanda il rapporto.

Il secondo rapporto afferma che almeno 116 stati tassano le bevande zuccherate, in particolare quelle gassate, ma con “differenze notevoli da un paese all’altro”.