Il salvadoregno Kilmar Ábrego García, diventato simbolo della politica migratoria di Donald Trump dopo essere stato espulso ingiustamente e poi riportato negli Stati Uniti al termine di una battaglia legale durata mesi, è stato nuovamente arrestato, ha annunciato il 25 agosto il suo avvocato.
Ábrego García è stato arrestato a Baltimora dopo essersi presentato agli uffici dello United States immigration and customs enforcement (Ice), un’agenzia federale, pochi giorni dopo il suo rilascio da una prigione del Tennessee, ha dichiarato Simon Sandoval-Moshenberg ai manifestanti riuniti davanti all’edificio.
A marzo Ábrego García era stato espulso senza processo verso il Salvador insieme ad altri 250 uomini, la maggior parte dei quali sospettati di appartenere alla banda criminale venezuelana Tren de Aragua.
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L’amministrazione Trump aveva poi riconosciuto di aver commesso un errore espellendo l’uomo, un abitante del Maryland sposato con una statunitense.
Ábrego García non ha uno status legale di soggiorno negli Stati Uniti, ma un ordine di espulsione nei suoi confronti era stato definitivamente annullato nel 2019.
Dopo essere stato espulso per errore a marzo, era stato riportato negli Stati Uniti a giugno, ma l’amministrazione Trump aveva immediatamente avviato un procedimento contro di lui nel Tennessee (sud), dov’è stato tenuto in detenzione con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
L’uomo era stato poi rilasciato il 22 agosto, ma il dipartimento della sicurezza interna gli aveva intimato di presentarsi la mattina del 25 giugno agli uffici dell’Ice a Baltimora, informando i suoi avvocati di un possibile trasferimento in Uganda.
“Oggi l’Ice ha arrestato Kilmar Ábrego García e avviato una procedura d’espulsione nei suoi confronti”, ha dichiarato sul social network X la segretaria della sicurezza interna Kristi Noem.
L’amministrazione Trump sostiene che Ábrego García faccia parte della banda criminale salvadoregna Ms-13, classificata come “organizzazione terroristica”.
Parlando davanti ai manifestanti riuniti davanti agli uffici dell’Ice a Baltimora, prima di entrare nell’edificio ed essere arrestato, Ábrego García ha affermato: “Qualunque cosa accada oggi, promettetemi che continuerete a pregare, a lottare, a resistere e ad amare, non solo per me ma per tutti. Continuate a chiedere la libertà”.