Il 20 agosto la camera dei rappresentanti del Texas ha approvato una nuova mappa delle circoscrizioni elettorali, voluta da Donald Trump, che permetterebbe al Partito repubblicano di ottenere cinque seggi aggiuntivi nelle elezioni di metà mandato del 2026.
I deputati democratici del Texas, che sono in minoranza, avevano lasciato lo stato all’inizio di agosto, raggiungendo Chicago o a New York, per evitare il raggiungimento del quorum. Il loro ritorno ha però permesso l’approvazione del testo.
La nuova mappa è stata adottata con 88 voti a favore e 52 contrari. Ora dovrà essere approvata dal senato locale, a maggioranza repubblicana, prima di essere firmata dal governatore repubblicano Greg Abbott.
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Il presidente statunitense Donald Trump ha definito l’approvazione “una grande VITTORIA per il grande stato del Texas”.
“L’anno prossimo otterremo cinque seggi aggiuntivi al congresso, e questo ci aiuterà a garantire i diritti e le libertà di tutti gli statunitensi”, ha dichiarato la sera del 20 agosto sul suo social network Truth Social, aggiungendo che “il Texas non tradisce mai”.
La posta in gioco è alta per il presidente. Se i democratici riconquisteranno la maggioranza alla camera dei rappresentanti di Washington, potranno istituire commissioni d’inchiesta e ostacolare i suoi piani.
Lo stesso giorno Trump è tornato a chiedere “la fine del voto per corrispondenza”, che secondo lui favorisce i brogli elettorali.
In risposta all’iniziativa del Texas, i deputati democratici della California, guidati dal governatore Gavin Newsom, hanno annunciato di voler mettere a punto una nuova mappa elettorale nello stato, che permetterebbe al Partito democratico di ottenere cinque seggi aggiuntivi alla camera, lo stesso numero del Texas.
I leader repubblicani del Texas hanno modificato la mappa delle circoscrizioni elettorali in modo da diluire il voto democratico, con una pratica nota come gerrymandering. Dei 38 membri texani della camera dei rappresentanti, attualmente 25 sono repubblicani.
Il deputato democratico texano Chris Turner ha definito la nuova mappa “una chiara violazione del Voting rights act e della costituzione”.
Il Voting rights act, approvato nel 1965 all’epoca delle grandi battaglie per i diritti civili, era stato concepito per impedire agli ex stati segregazionisti del sud di negare il diritto di voto agli afroamericani.
Oltre al Texas, l’amministrazione Trump vorrebbe ridisegnare le circoscrizioni elettorali anche in altri stati, tra cui Ohio, Missouri e Indiana.