Il presidente camerunese Paul Biya, 92 anni, in carica dal 1982, ha annunciato il 13 luglio sul social network X che si candiderà per un ottavo mandato nelle elezioni presidenziali di ottobre.
“Ho deciso di candidarmi alle presidenziali del 12 ottobre 2025 e potete stare certi che sarò all’altezza delle sfide che ci attendono”, ha dichiarato il capo dello stato, la cui salute e capacità di governare sono al centro del dibattito in Camerun.
Nelle ultime settimane molti gli avevano chiesto di farsi da parte, mentre altri avevano ribadito il proprio sostegno nei suoi confronti.
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Di recente avevano annunciato la loro candidatura alle presidenziali anche due esponenti del governo, il ministro del lavoro Issa Tchiroma e quello del turismo Bello Bouba Maigari, entrambi sostenitori di lunga data di Biya.
L’opposizione si appresta ancora una volta ad affrontare il voto in ordine sparso. L’ipotesi di una candidatura comune sarebbe sfumata a causa di divergenze e rivalità politiche.
Maurice Kamto, arrivato secondo nelle presidenziali del 2018, e Cabral Libii, figura di spicco dell’opposizione, sono tra i candidati in lizza.
Le presidenziali arrivano in un contesto di forti difficoltà economiche.
La disoccupazione è in aumento, con quella giovanile addirittura al 74 per cento, secondo Gabriel Fandja, presidente della commissione per l’istruzione all’assemblea nazionale.
Intanto l’inflazione, che nel 2025 ha toccato il 5 per cento, continua a erodere il potere d’acquisto dei camerunesi, secondo i dati ufficiali.
L’accesso all’acqua potabile, all’assistenza sanitaria e a un’istruzione di qualità resta inoltre molto limitato.
A tutto questo si aggiunge il conflitto in corso dal 2016 tra separatisti e forze di sicurezza nelle regioni anglofone dell’ovest del paese.