Avvertenza. Il linguaggio di questa rubrica è diretto ed esplicito.
Io e la mia partner siamo entrambe persone queer non binarie registrate femmine alla nascita, trentenni, e stiamo insieme da tanto tempo. Non troviamo realistico rimanere monogame per tutta la vita. Anzi abbiamo praticato la non monogamia etica fin dall’inizio della nostra relazione, poi per molti anni abbiamo ripiegato sulla monogamia. Oggi abbiamo due bambini molto piccoli e vogliamo averne un terzo a breve. Tra il fatto di essere genitori e una storica disparità di libido, la nostra vita sessuale è in difficoltà da anni. Quando facciamo sesso è bello, però non capita spesso (direi una-tre volte al mese) ed è complicato da un punto di vista pratico. In generale io sono soddisfatta, per me ora il sesso semplicemente non è una priorità. Negli ultimi mesi la mia partner ha chiesto di riaprire la coppia. Ho provato ad ascoltarla, ma con la sensazione che questa fase della mia vita sia il momento peggiore per fare esperimenti con la struttura della nostra relazione. Di recente, dopo una lunga conversazione sulla riapertura, in cui si è parlato anche esplicitamente di consenso e partecipazione, la mia partner mi ha detto che si era già iscritta a un’app di incontri e che da circa una settimana si stava messaggiando con altre persone. Non è successo niente di fisico, ma nei nostri discorsi non ne aveva fatto parola. Ecco le mie domande: esiste un’età magica dei figli alla quale abbia senso effettivamente aprire la coppia? Non voglio rinviare la cosa all’infinito, però nell’immediato non riesco proprio immaginarmi capace a livello emotivo. In una relazione non monogama iscriversi a un’app d’incontri prima di averlo concordato vale come un’esplorazione innocua o costituisce già un’infrazione? Voglio essere ggg e avere un atteggiamento positivo sul sesso, ma ho anche paura di peggiorare la nostra relazione in un periodo che è già stressante, e in questo momento fatico a capire come riconciliare le due cose.
– Overloaded Parents Exploring Now?
P.s. I figli li ho partoriti io e lo farò ancora, te lo dico perché credo sia importante. Il nostro secondo è nato da circa un anno.
Alzavo sempre gli occhi al cielo quando gli scambisti etero, in quei documentari che giravano su di loro negli anni novanta, dicevano che ovviamente, prima di darsi allo scambismo, avevano aspettato che i figli fossero un po’ cresciuti. Ovviamente. E se pure era vero in certi casi, o anche nella maggior parte, non poteva essere vero in tutti.
Sembrava che gli scambisti etero si fossero messi d’accordo per dire questa cosa ai registi, così da evitare di essere giudicati per il fatto di scopare in giro mentre avevano dei figli ancora piccoli. Perché scopare con altra gente è rischioso. Ci si può prendere una cotta, si può contrarre un’infezione e se si è giovani, fertili e del sesso opposto si può fare un altro bambino per sbaglio.
Ma ammettiamo pure, giusto per ipotesi, che esista un’età magica dei figli alla quale una coppia possa aprirsi in sicurezza, e che quell’età magica sia intorno ai dodici anni. La tua partner sarebbe disposta ad aspettare tanto? Il fatto che si sia già iscritta a un’app d’incontri è una buona indicazione del fatto che non è disposta ad aspettare finché il vostro terzo figlio – che non è stato ancora neppure concepito – sarà quasi adolescente.
Nella maggior parte delle relazioni, monogame o no, iscriversi a un’app d’incontri all’insaputa dell’altro o senza il suo consenso costituirebbe sicuramente un’infrazione. Però la vostra relazione non è come tutte le altre. Era una coppia aperta prima che “ripiegaste” sulla monogamia. Da tempo state discutendo se riaprirvi o no. E la tua partner ti ha detto cos’ha fatto, cioè ti ha rivelato di stare su un’app d’incontri. Non è l’ideale, Open, e di certo non è la prassi migliore nel contesto di una non monogamia etica, ma io ti esorterei a derubricarla a “esplorazione innocua” invece di elevarla a tradimento imperdonabile.
È anche possibile che la tua partner stesse cercando – consciamente o no – di farti arrivare un messaggio: non può aspettare anni per riaprire le coppia. Nel frattempo tu stai cercando di far arrivare alla tua partner un messaggio ben diverso: non pensi che lei sia in grado, a livello pratico, di adempiere alle sue responsabilità di partner e madre dei vostri figli molto piccoli con tutte le distrazioni emotive che comporta il frequentare e scopare con altra gente.
Mi verrebbe da prendere le tue parti – anche tralasciando i rischi emotivi, scopare con altra gente quando si hanno tre figli piccoli è quasi impossibile per motivi pratici – ma noi due non possiamo imporre alla tua partner le nostre condizioni. Dovrete arrivare insieme a un qualche tipo di accordo, e una di voi dovrà fare delle concessioni.
P.s. Ma la tua partner lo vuole, un altro figlio?
Sono una donna inglese bi-curiosa di 38 anni. Da quattro anni ho una relazione eticamente non monogama con il mio partner e mi sto sentendo con un vecchio scopamico che non vedo da vent’anni. Lui è sposato e presumibilmente monogamo. È stato lui a rifarsi vivo per primo un paio d’anni fa e da allora siamo in contatto. Una volta ci siamo anche messi d’accordo per vederci, ma mi sono sfilata all’ultimo. Il fatto è questo: immagino che l’attrazione ci sia ancora, vorrei proprio che scopassimo e ho il permesso che mi serve dal mio partner. L’aspetto etico della faccenda va un po’ a farsi benedire considerando che il tizio è sposato ed è per questo che avevo annullato quell’appuntamento. Ora, a distanza di sei mesi, stiamo per ritrovarci da soli nella stessa città e nello stesso momento, e abbiamo concordato di vederci. La mia domanda è questa: se scopiamo, cosa io che voglio molto, è davvero un problema mio che lui sia sposato? Non credo che le persone siano oggetti di proprietà, e se lui ha promesso la monogamia a qualcuna ma non è, e non sa essere, monogamo, prima o poi tradirà. E se non sarà con me, sarà con qualcun’altra.
– Dithering Into Carnal Knowledge
P.s. Questo tizio e il suo cazzo li vedo tra due settimane. Ti prego di rispondermi alla svelta.
“Se non io, chi? Se non tra due settimane in una stanza d’albergo di lusso mentre sua moglie è a casa, quando?”, Hillel il vecchio (nella nuova traduzione di Dan Savage).
A me sembra abbastanza chiaro che tu sei già decisissima a scoparti questo tizio, Dick, e che con la tua lettera ti stai solo platealmente cospargendo il capo di cenere. (“Finché ho la decenza di sentirmi in colpa per questa brutta cosa che mi accingo a fare, sono ancora una brava persona!”). Stai per andare a quel secondo appuntamento già armata di una legittimazione razionale che abbassa le probabilità di sfilarti (“Tanto prima o poi con qualcuna tradirà”) e io posso offrirtene un’altra: per quanto ne sai tu, Dick, ci sono delle circostanze attenuanti che sposterebbero il suo tradimento dalla casella del moralmente indifendibile a quella del moralmente ambiguo. Magari il suo è un matrimonio privo di amore o di sesso, magari lui ha ottimi motivi per restare sposato (figli, questioni economiche, dipendenza reciproca) e sta facendo quello che gli serve per restare sposato e sano di mente. (E per quanto ne sa lui, Dick, magari lo sta facendo anche sua moglie).
A queste domande – è in coppia aperta? Sta facendo quello che gli serve? – avresti le risposte se le avessi fatte, e invece non le hai fatte perché preferisci i sospetti alle certezze. Dal canto suo, se fosse in coppia aperta probabilmente te lo avrebbe già detto, Dick – in genere gli uomini etero sposati che hanno il permesso di scopare con altre lo strombazzano a più non posso – e se il suo fosse un matrimonio privo di amore o di sesso, e scopare in giro fosse un male necessario (infedeltà) compiuto in nome di un bene maggiore (stabilità coniugale), allora probabilmente ti avrebbe già detto anche quello.
Tutto questo significa, Dick, che c’è una probabilità superiore al 50 per cento che il tizio sia solo uno stronzo fedifrago. Che sia sposato non è un problema tuo, ovviamente, e in effetti le persone non sono oggetti di proprietà. Se tu però ti scopi questo tizio senza ottenere le risposte, o in barba alle risposte che otterrai, perderai diritto, almeno temporaneamente, a definirti eticamente non monogama. Se sei disposta a sospendere il tuo codice etico quando ti si presenta il cazzo giusto, stavi solo fingendo.
Sono un uomo poco più che trentenne e sto cercando consigli su come frequentare gente. Ho avuto due relazioni lunghe: una dai 19 ai 24 anni e un’altra cominciata due settimane dopo e durata fino ai 31. Dall’ultima separazione ho scelto di restare single, o forse ho perso qualsiasi desiderio di rapporti occasionali, non so bene. Da allora ho fatto sesso solo una volta, un incontro casuale in una sauna. Però mi sento tremendamente solo e vorrei disperatamente un partner. Provo a usare Grindr, ma non scatta niente con nessuno. Vivo a Derby, una cittadina dell’Inghilterra, e la “scena” gay si riduce a un pub costosissimo che è quasi sempre pieno di donne etero. Perciò qui a Derby sembra che, se vuoi trovarti un fidanzato, devi usare Grindr oppure niente. Ma da quando ho scritto nel mio profilo che cerco una relazione monogama, nessuno mi ha più messaggiato. Non so proprio cosa fare. Ho il terrore di restare da solo per sempre. I miei familiari sono tutti scomparsi. Nella mia vita ci siamo solo io, due gatti e pochi amici intimi. Ho accarezzato l’idea di trasferirmi altrove per trovare quello che cerco, ma di soldi non ne ho tanti e mi sembra un rischio enorme trasferirmi senza una rete di persone a cui appoggiarmi. Non ho questioni irrisolte su cui lavorare. Ho fatto molte riflessioni su me stesso in questi ultimi anni da single. Sono una persona sicura e ci sto provando, ma non si sblocca nulla. Certo, penso che il problema sia che non ho mai frequentato tanta gente. Mi sono messo con il mio primo fidanzato a 19 anni e ci siamo mollati quando ne avevo 24. Due settimane dopo ho conosciuto il mio partner successivo. Ci siamo fidanzati e siamo rimasti insieme per quasi sette anni. Mi sono chiesto se le relazioni passate mi abbiano creato delle aspettative poco realistiche, ma comunque non riesco a trovare uomini che vogliano uscire con me. Anche quelli che dicono di sì di solito vogliono rimorchiarmi e basta, cosa che non mi attira. Sei tu l’esperto, Dan. Ti prego, dammi qualche consiglio su come trovarmi un fidanzato.
– Gay And Lonely
Innanzitutto, togli dal tuo profilo Grindr la parola “monogamia”. Non perché ci sia qualcosa di male a volere una relazione monogama, ma perché proclamare da subito il tipo di impegno a lungo termine che cerchi – su Grindr – allontana gli uomini, Gal, compresi quelli che a un certo punto potrebbero essere disposti a impegnarsi nella monogamia. Gli uomini non aprono Grindr pensando: “Chi è che oggi vuole impegnarsi in maniera esclusiva?”. Gli uomini aprono Grindr pensando: “Chi è che oggi vuole farsi aprire il culo?”. Il momento per parlare di monogamia viene dopo aver stabilito l’attrazione sessuale e un minimo di rapporto, cosa che si può fare prima di incontrarsi.
Poi devi ricrederti sui rapporti occasionali. Non dici come hai conosciuto il tuo ragazzo dell’università né il tuo ex fidanzato, ma azzarderei che in nessuno dei due casi c’è stato un corteggiamento prolungato. Vi siete conosciuti in rete o dal vivo, è scoccata una scintilla e avete scopato (tra voi o con altri) prima di prendere un impegno. Ed è così che dovrai fare ancora, ma stavolta a un ritmo accelerato: incontro, scintilla, scopata.
Se è una bella scopata – se entrambi supererete il provino reciproco – continuerete a scopare e vedrete come va la cosa. Quando ero giovane e timido, e avevo paura di contrarre l’hiv, ho deciso di non rimorchiare nessuno che non riuscivo a vedere come un fidanzato. Non ho smesso di fare incontri da una botta e via, l’uomo con cui sono sposato da 31 anni è uno di loro, sono solo diventato bravo a filtrare al volo gli uomini. Puoi farlo anche tu.
Prendi in considerazione l’idea di trasferirti. Derby sembra davvero graziosa – a chi non piace una pittoresca cittadina inglese con tanto di cattedrale? – ma se ha da offrire solo un pub gay con una clientela composta perlopiù da donne etero, magari è il caso che tu muova il culo e vada in una città più grande che ospita più uomini gay.
Certo, trasferirsi in un’altra città senza una rete di persone a cui appoggiarsi è rischioso. Ma anche rimanere a Derby comporta dei rischi. Se un trasferimento ora è economicamente impossibile, Gal, allarga il raggio di ricerca delle app e preparati a spostarti per trovare cazzi. E iscriviti pure a una squadra sportiva o a un gruppo di lettura gay – anche se sono a un’ora di viaggio – perché quando si tratta di trovare un partner, i single dovrebbero sempre muoversi su due fronti: stare sulle app ma anche frequentare posti, incontrare gente, fare cose.
Infine, smettila di essere catastrofico! Hai già avuto due relazioni stabili e durature! Mi rendo conto che stai attraversando un lungo, frustrante periodo di magra, ma ogni giorno mi scrivono uomini gay tuoi coetanei che non hanno mai avuto un fidanzato. Hai amato e perduto, Gal, ma i tuoi trascorsi indicano che troverai di nuovo l’amore. Probabilmente, però, non a Derby?
(Traduzione di Francesco Graziosi)
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