La notte del 25 agosto a Kenosha, in Wisconsin, due persone sono state uccise a colpi di arma da fuoco da Kyle Rittenhouse, un ragazzo di 17 anni. In un video girato poco prima della sparatoria si vede Rittenhouse camminare per strada insieme ad altri uomini intenzionati a proteggere una stazione di servizio durante le manifestazioni contro gli abusi della polizia.
Anche se il coprifuoco era cominciato già da diverse ore, il video mostra che alcuni agenti a bordo di un veicolo corazzato si sono fermati per consegnare bottiglie d’acqua agli uomini armati, incoraggiandoli a proseguire: “Vi siamo grati per quello che fate, ragazzi, davvero”, afferma un poliziotto da un altoparlante.
Da settimane decine di migliaia di persone in tutto il paese protestano contro il razzismo e la violenza delle forze dell’ordine, e in molti casi si trovano di fronte gruppi armati che dicono di voler aiutare la polizia a gestire i disordini. A fine agosto gli scontri hanno provocato almeno tre morti. Prima i due manifestanti uccisi il 25 agosto a Kenosha, poi un militante dell’organizzazione di estrema destra Patriot prayer, rimasto ucciso la sera del 29 agosto, a Portland, in Oregon.
Entrambi gli incidenti hanno alimentato il sospetto che le autorità locali abbiano favorito la violenza tollerando la presenza di uomini armati senza uniforme, imprevedibili e spesso non addestrati. Gli obiettivi di queste persone, difficili da identificare tra la folla, vanno dalla protezione dei negozi e della libertà d’espressione alla difesa del suprematismo bianco, fino alla volontà di scatenare una guerra civile.
Molti sceriffi e capi della polizia hanno criticato i civili armati dichiarando che le forze dell’ordine non hanno bisogno del loro aiuto. Lo sceriffo della contea di Kenosha, David Beth, sostiene di aver respinto la richiesta di questi gruppi di avere un incarico ufficiale durante le proteste.
Ma in altri casi le autorità locali si sono schierate con chi ha imbracciato le armi. A giugno a Snohomish, nello stato di Washington, il capo della polizia è stato licenziato dopo aver accettato l’intervento di decine di uomini armati – uno sventolava la bandiera confederata – in risposta alla notizia falsa che la città sarebbe stata saccheggiata dai gruppi Antifa (il movimento di militanti che si oppone all’estrema destra e fa spesso ricorso alla violenza).
A maggio nella contea di Hood, in Texas, un agente ha chiesto agli Oath keepers – un gruppo armato che dice di avere tra i suoi iscritti migliaia di poliziotti e militari, in pensione e in servizio – di difendere un salone di bellezza di Dallas. Anche in quel caso erano state diffuse online notizie false su imminenti violenze durante le proteste antirazziste. A Salem, in Oregon, un agente è stato ripreso mentre consigliava a un gruppo di uomini armati di “restare in casa senza dare nell’occhio” mentre la polizia arrestava i manifestanti per violazione del coprifuoco.
In altre occasioni agenti di polizia sono stati fotografati mentre salutavano amichevolmente i componenti dei gruppi armati di destra. Anche a Kenosha alcuni poliziotti hanno sostenuto i civili armati, tra cui Rittenhouse. Il ragazzo aveva seguito un corso di addestramento per aspiranti poliziotti, e in un video girato prima della sparatoria ha dichiarato che “il nostro lavoro” era quello di proteggere le persone e la proprietà privata.
◆ Dopo che Jacob Blake, un nero di 26 anni, è stato gravemente ferito dalla polizia a Kenosha, in Wisconsin, negli Stati Uniti sono ricominciate le proteste contro il razzismo e la violenza della polizia. In molti casi la tensione è stata alimentata dalla presenza di civili armati, quasi tutti appartenenti a gruppi di estrema destra, che hanno detto di voler proteggere le città dal vandalismo e dai saccheggi. A Kenosha Kyle Rittenhouse, un ragazzo di 17 anni, ha sparato a tre manifestanti, uccidendone due. A Portland Aaron J. Danielson, un sostenitore del gruppo di estrema destra Patriot prayers, è stato ucciso durante uno scontro in strada. Il sospettato dell’omicidio è Michael Forest Reinoehl, un uomo di 48 anni che si definisce un militante Antifa.
◆ Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha preso le difese di Rittenhouse e ha scritto su Twitter “Rest in Peace Jay!” (riposa in pace Jay), in riferimento a Danielson. Il 1 settembre è andato a Kenosha, dove si è schierato dalla parte della polizia e non ha mai nominato Jacob Blake. Joe Biden, candidato del Partito democratico alle presidenziali, ha accusato Trump di alimentare la violenza.
“La polizia ci ha accolti calorosamente”, ha detto Kevin Mathewson, leader del gruppo Kenosha guard ed ex consigliere comunale. La sera del 25 agosto Mathewson ha radunato un gruppo di uomini armati per pattugliare le strade. “Mi sono messo all’ingresso del mio quartiere. Gli agenti hanno abbassato il finestrino e hanno detto: ‘Grazie per essere qui. Noi non possiamo essere dovunque’”. Mathewson ha detto di non conoscere Rittenhouse. Il ragazzo, residente nella vicina Antioch, in Illinois, è stato accusato di omicidio di primo grado. Secondo il suo avvocato, avrebbe agito per legittima difesa dopo essere stato “accerchiato da molti rivoltosi”.
Crisi democratica
“La situazione a Kenosha dimostra quali siano i rischi quando gruppi privati e incontrollati si arrogano il diritto di far rispettare la legge”, ha scritto la giurista Mary B. McCord in una lettera inviata alle autorità di Kenosha. McCord, che dirige il Law center’s institute for constitutional advocacy and protection dell’università di Georgetown, chiede alla polizia e alla magistratura di impedire alle milizie armate di svolgere funzioni di ordine pubblico, sottolineando che “molte leggi del Wisconsin proibiscono l’attività paramilitare e non autorizzata nel quadro dell’ordine pubblico”.
Raúl Torrez, procuratore distrettuale della contea di Bernalillo, in New Mexico, concorda con McCord. A giugno ad Albuquerque una persona è stata colpita da un proiettile negli scontri tra alcuni esponenti del gruppo armato New Mexico civil guard e i manifestanti che cercavano di abbattere un monumento dedicato al conquistatore spagnolo Juan de Oñate. Torrez ha presentato una denuncia contro la milizia chiedendo che le sia impedito di svolgere funzioni di ordine pubblico. “Gli agenti di polizia, i procuratori e i capi delle forze dell’ordine di tutto il paese devono far capire a tutti che difendere la proprietà privata non è compito dei civili ma delle forze dell’ordine”, sostiene Torrez.
Mentre i manifestanti antirazzisti criticano il comportamento della polizia e chiedono di ridurre i fondi a disposizione dei dipartimenti, i gruppi di destra generalmente sostengono la polizia e usano slogan come “Blue lives matter” (La vita degli agenti conta). A Portland e in altre città le forze dell’ordine sono state accusate di trattare i gruppi di estrema destra in modo più indulgente rispetto ai manifestanti di sinistra.
Alexander Reid Ross, ricercatore del Center for analysis of the radical right, ha creato un archivio per monitorare le attività dell’estrema destra nel paese. Secondo i suoi dati, da maggio questi gruppi sono intervenuti almeno 497 volte in trecento contee degli Stati Uniti. In circa venti casi Ross ha trovato prove di una collaborazione tra polizia e civili armati.
In alcuni casi sono state proprio le autorità a chiedere ai civili di armarsi. In estate Dan McDonald, un funzionario della contea di Bonner, in Idaho, ha invitato i residenti a mobilitarsi contro una manifestazione di Black lives matter a Sandpoint. A giugno Grady Judd, sceriffo della contea di Polk, in Florida, in risposta a voci di possibili rivolte ha avvertito che i residenti sarebbero stati “armati”. “Li invito a portare le armi. Stasera saranno nelle loro case, con le loro armi cariche”. Lo sceriffo ha anche incoraggiato i cittadini a sparare contro gli intrusi. “Crivellateli di colpi”, ha ribadito Judd in un’intervista concessa a fine agosto.
Colpa dei manifestanti
Dopo che Rittenhouse ha ucciso due persone a Kenosha, il 25 agosto, il capo della polizia Dan Miskinis ha dato la colpa della tragedia ai manifestanti che non avevano rispettato il coprifuoco: “Se le persone non fossero scese in strada forse tutto questo non sarebbe successo”. Secondo Miskinis, Rittenhouse aveva “usato le armi da fuoco per risolvere un conflitto in corso”. In seguito ha fatto marcia indietro, dichiarando che la responsabilità per la tragedia “ricade solo su chi ha sparato, non sulle vittime di questo crimine”.
Un altro video girato dopo la sparatoria dimostra che la polizia non ha trattato Rittenhouse come una persona sospettata di omicidio. Nel filmato si vede il ragazzo al centro della strada, con il fucile a tracolla e le mani in alto in segno di resa. Si sente un uomo urlare che Rittenhouse ha appena ucciso delle persone. Eppure la polizia, invece di fermarsi e arrestarlo, si allontana. Secondo i suoi avvocati, Rittenhouse si è consegnato volontariamente agli agenti qualche ora dopo. ◆ as
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1374 di Internazionale, a pagina 18. Compra questo numero | Abbonati