I libri italiani letti da un corrispondente straniero. Questa settimana Michael Braun del quotidiano berlinese Die Tageszeitung.

Dal 2004 l’Italia celebra il giorno del ricordo, ogni 10 febbraio, in memoria delle vittime italiane delle foibe e dell’esodo forzato degli italiani, dopo il 1945, dall’Istria e dalle terre giuliano-dalmate. È una giornata particolarmente cara alla destra italiana: coltiva un ricordo molto unilaterale che assegna agli italiani il ruolo esclusivo di vittime, ai partigiani jugoslavi di Tito quello di carnefici. La realtà però era ben diversa, come ci insegna Gianni Cuperlo in questo libro. È fatta di nazionalismi contrapposti tra italiani da una parte, sloveni e croati dall’altra fin dal tardo ottocento e quindi di due “irredentismi”. Una realtà fatta dei soprusi commessi dal fascismo sugli “slavi” di quelle terre fra Trieste, Gorizia e l’Istria, di massacri fascisti e nazisti contro le popolazioni slave inermi, del campo di sterminio di San Sabba a Trieste. Ed è pure una realtà fatta di crimini feroci dei “titini” jugoslavi, delle foibe del 1943 e del 1945, della caccia all’italiano “fascista” e infine dell’esodo forzato. Cuperlo, lui stesso triestino, ha il grande merito di tracciare un quadro completo di quelle storie intricate in maniera appassionata senza sprecare neanche una riga in discorsi polemici intorno al giorno del ricordo e agli annessi ricordi assai zoppi della destra italiana. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1665 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati