A metà degli anni novanta Ryan James Wedding è un giovane campione di snowboard. Dopo aver vinto alcune medaglie nei campionati giovanili internazionali, rappresenta il suo paese, il Canada, alle olimpiadi del 2002 a Salt Lake City, arrivando però a fondo classifica. Dopo aver lasciato lo sport agonistico comincia a investire nella coltivazione della marijuana, che gli consente un ritorno immediato e molto remunerativo dell’investimento dei soldi guadagnati con lo snowboard professionale. Dopo che nel 2006 riesce a sfuggire alla perquisizione di uno dei suoi terreni, parte la sua carriera da criminale. Da coltivatore di marijuana a trafficante di cocaina fino a diventare uno degli esponenti di spicco del cartello messicano di Sinaloa. La vicenda piuttosto anonima di Wedding diventa improvvisamente celebre nel 2024 dopo l’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti: un cittadino canadese che avvelena gli statunitensi con la droga è un’ottima narrazione a supporto delle politiche nazionaliste del presidente statunitense, che lo fa mettere nella lista dei più ricercati dall’Fbi. Il podcast della radio canadese Cbc ricostruisce il caso giudiziario di Wedding toccando aspetti imprevisti, come il vuoto esistenziale che coglie gli sportivi a fine carriera e diventa territorio di speculazione per la criminalità.

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Questo articolo è uscito sul numero 1689 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati