Nel 2000 è diventata famosa in un film in cui era interpretata da Julia Roberts: era la donna che ottenne 333 milioni di dollari da un’azienda energetica californiana, investigando sulle acque contaminate. Ora Erin Brockovich è tornata a far parlare di sé occupandosi della proliferazione di data center negli Stati Uniti, che a suo dire manca di regolamentazione. “Il metodo di Brockovich consiste nel costruire le cause partendo dalla base”, scrive il Guardian. Si rivolge alle autorità locali chiedendo le valutazioni dell’impatto ambientale, acustico e come saranno alimentati i centri. “Le cause non si chiudono più con accordi da 333 milioni di dollari”, afferma Brockovich. “Ormai si parla di miliardi”.
Gaia Berruto
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Questo articolo è uscito sul numero 1672 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati