◆ L’ultima frottola, tra le tante in circolazione per il pianeta, è che Matteo Renzi avrebbe organizzato, guancia a guancia con Obama, entrambi in maniche di camicia e cravatta, la sconfitta elettorale di Trump. È una bugia messa in circolazione dalla feccia del nero calderone trumpiano; l’ennesima panzana dell’insulso romanzaccio planetario dove non si fa altro che cospirare. Chi l’ha inventata si dev’essere ispirato ai noiosi, sgangherati capitoli italiani. Lì Renzi si adopera contro Letta invitandolo intanto a star sereno. Quando quello si è rasserenato, gli leva la presidenza del consiglio e se la prende lui. Perso lo scranno, lascia il Pd per armeggiare coi suoi fidi, togliere la presidenza a Conte, ostaggio di Salvini, e ridargliela facendolo suo ostaggio. Ma poiché i cittadini non capiscono la finezza e premiano ottusamente Conte senza vedere che, di fatto, il politico di pregio è lui, Renzi, eccolo che torna a trafficare per chiarire che o Conte si mette subito sugli attenti o lui lo manda a casa. Il racconto, come si vede, è abborracciato: l’eroe non può fare sempre la stessa cosa. Tuttavia, anche se ormai è arduo migliorarlo, almeno un po’ di ironia non guasterebbe. Che so, proprio nel capitolo in cui Renzi butta giù Conte e si riposa un po’, arriva il presidente Mattarella, l’unico al mondo che non cospira, e dà un incarico esplorativo a Enrico Letta.
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Questo articolo è uscito sul numero 1392 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati