Il progetto OperaEstate del comune di Bassano del Grappa è una cornucopia di spettacoli bellissimi o comunque interessanti che mostrano come si può far diventare una cittadina di 50mila abitanti un centro europeo della danza. All’interno del formidabile programma estivo c’è la sezione b.motion (a cura di Michele Mele, bravissimo) dedicata alla danza contemporanea emergente, che è una festa di immaginario in cui davvero tuffarsi. Spesso chi fa arte (chi scrive, chi suona, chi dipinge, chi fotografa) cerca un’ispirazione per non essere derivativo. La risposta inedita per me è scoprire giovani danzatori e performer. A b.motion se ne possono trovare tantissimi, italiani e internazionali, e sconosciuti anche per chi è addetto ai lavori. Io vedrei tutto: una scorpacciata di movimenti e suoni. Francesca Foscarini, Baptiste Cazaux, Federica Rosellini, Sara Sguotti, Emma Saba, Daniele Albanese (a cui Mele fa riallestire una vecchia creazione), Nel nido di Shirley Jackson riletto da Caterina Carpio o I demoni ripensato da Domenico Ingenito, Demetrio Castellucci che trasforma il ritmo di Sofocle in un codice morse, Elena Antoniou, e anche artisti come Gaetano Palermo e Michele Petrosino, che mi hanno convinto poco con la loro performance Stanza (15 minuti nella stanza di un fuorisede mezzo tossico) a Santarcangelo ma che comunque rivelano quanto anche le provocazioni ad alzo zero servano ad alimentare un’attitudine che dimentichiamo di avere: la curiosità. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1679 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati