Coralli Quasi tutti gli ecosistemi basati sulle barriere coralline sono molto probabilmente destinati a scomparire nei prossimi cinquant’anni a causa del cambiamento climatico, secondo una valutazione presentata dall’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn) alla conferenza delle Nazioni Unite sulla biodiversità in corso a Erevan, in Armenia. Lo studio ha preso in esame 127 barriere coralline nella acque poco profonde delle regioni tropicali, concludendo che il 96 per cento di esse non sopravvivrà all’aumento delle temperature marine previsto entro il 2075, perdendo la capacità di rigenerarsi e lasciando il posto a ecosistemi dominati dalle alghe. I coralli che vivono in acque più fredde e profonde sono meno a rischio, ma la loro importanza ecologica è molto più limitata. Le barriere coralline tropicali occupano solo l’1 per cento della superficie oceanica, ma sostengono il 25 per cento delle specie marine.

Caldo Le ondate di caldo estremo dell’estate del 2026 hanno provocato circa cinquantamila morti nelle città europee, il dato più alto di sempre, ha concluso un’analisi realizzata dai ricercatori dell’Imperial college London e della London school of hygiene & tropical medicine sulla base del rapporto tra temperature e morti in eccesso. Due terzi dei decessi non sarebbero avvenuti senza il cambiamento climatico dovuto alle attività umane. I paesi con il tasso di mortalità più alta sono stati Malta, Italia e Ungheria, mentre la città più colpita è stata Napoli.

Morti in eccesso dovute al caldo nelle città europee (Imperial Grantham institute)

Terremoti Un sisma di magnitudo 7 ha colpito il Tibet provocando almeno 16 vittime e 76 feriti.

Ebola Secondo il governo della Repubblica Democratica del Congo il bilancio dell’epidemia di ebola in corso da maggio nel paese ha superato i diecimila casi confermati. Le vittime sono 4.887.

Tifoni Il tifone Champi, il più intenso del 2026, ha investito Taiwan e il Giappone con venti fino a 215 chilometri orari, causando almeno una vittima.

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1689 di Internazionale, a pagina 106. Compra questo numero | Abbonati