Le addestratrici dell’ia nell’India rurale
◆ Mi sono molto immedesimata nelle lavoratrici indiane dell’ia (Internazionale 1664). Anch’io navigando sui social mi trovo quotidianamente a dover gestire feed e immagini di violenze e stupri negli allevamenti, cadaveri di animali, lupi avvelenati, bambini uccisi dai bombardamenti in scuole e ospedali, attivisti imprigionati, bombe ed ecocidi, oltre ai consueti contenuti pornografici. Confrontandomi con i miei amici ho riscontrato che, quando mi distendo la sera, non sono la sola ad avere un carosello di immagini nefaste che mi scorre davanti agli occhi, anche se ho già spento il telefono, e provo un senso di disperazione e impotenza.
Ingrid Melano
Il tuo cane non è un genio e va bene così
◆ Ho letto l’articolo su come valutiamo l’intelligenza dei nostri animali domestici (Internazionale 1664). L’errore di fondo secondo me è confrontare l’intelligenza di un cane con quella di un bambino di uno, due o cinque anni, come se il termine di paragone assoluto fosse quello umano. Questa visione antropocentrica fa sì che consideriamo “stupidi” molti esseri viventi solo perché non siamo in grado di cogliere la loro intelligenza o la valutiamo secondo i nostri criteri. Qualcuno ha detto che: “Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido”. Non penso che il mio cane sia un genio, anzi la trovo particolarmente tonta, ma le voglio tanto bene.
Nicola
Un libro per ogni età
◆ Leggendo la risposta di Dear Daddy sul genere romance (Internazionale 1664) viene spontaneo chiedersi se abbia mai avuto uno di questi libri tra le mani. Gran parte dei romance è una macchina che fa profitti vendendo pornografia a minori di dodici anni senza alcuna regola. Sono testi destinati a un pubblico di giovanissime, pieni di stereotipi, violenza, sessismo e relazioni tossiche, in una fase della vita in cui si formano identità, immaginario emotivo, desideri e sessualità. Ridurre la questione a un semplice “l’importante è che leggano” è a mio avviso particolarmente grave. In alcune fasi della crescita non tutte le letture sono innocue o prive di effetti. Non si parla di vietare o censurare, ma di esercitare attenzione e responsabilità verso ciò che viene presentato come normale e desiderabile.
Anna Franzetti
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Questo articolo è uscito sul numero 1665 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati