Nel dicembre 2018 il giovane Guillaume parte da Saint-Dizier (Alta Marna) insieme alla famiglia per andare a una grande manifestazione dei gilet gialli, a Parigi, in difesa dei servizi pubblici. Alla fine della giornata si ritrova poco lontano dagli Champs-Elysées, ferito alla testa da un proiettile di gomma sparato da agenti di polizia in borghese. L’ispettorato generale della polizia nazionale (Igpn) dovrà ricostruire l’accaduto e verificare eventuali violazioni. In Il caso 137, concentrandosi sull’indagine condotta da Stéphanie (una magistrale Léa Drucker), Dominik Moll segue il percorso cominciato con La notte del 12: usare i film di genere (in questo caso il poliziesco) per mettere in luce alcune disfunzioni sociali. Al centro del film c’è l’Igpn, che secondo alcuni infanga l’immagine della polizia, per altri insabbia le inchieste delicate e garantisce impunità agli agenti. La forza del film è di non cercare colpevoli, ma di gettare uno sguardo generale sulla nostra società.
Boris Bastide, Le Monde

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Questo articolo è uscito sul numero 1661 di Internazionale, a pagina 88. Compra questo numero | Abbonati