“Mettimi su un piedistallo e ti deluderò” cantava la musicista australiana nel suo debutto del 2015. Paradossalmente la risposta appassionata di fan e critica le ha messo tanto peso sulle spalle. Dalla pandemia a oggi ha lavorato per aggiungere all’ironia un po’ di schiettezza ed essenzialità. Trasferirsi a Los Angeles e registrare a Joshua Tree insieme a Stella Mozgawa (batteria) e Bones Sloane (basso) le ha giovato. In Creature of habit Barnett attinge a diverse influenze, in particolare al grunge e al blues; la sua precedente collaborazione con Kurt Vile l’ha certamente influenzata. Qui collabora anche con Kathryn Crutchfield dei Waxahatchee, band alt country dell’Alabama. Ci sono anche mosse più imprevedibili come i campionamenti robotici di Same, su un andamento alla Kraftwerk: un oggetto strano all’interno del disco, ma fa piacere che la musicista cerchi stimoli altrove. Come una vecchia amica che ha trovato il suo vero io, Barnett appare più a suo agio con questo stile vivace, regalando ondate di meraviglia che soddisferanno nuovi e vecchi fan.
Emily Stark,
God Is In The Tv
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Questo articolo è uscito sul numero 1660 di Internazionale, a pagina 86. Compra questo numero | Abbonati