Il 19 marzo la premier giapponese Sanae Takaichi ha avuto un incontro definito cordiale con Donald Trump alla Casa Bianca, nonostante qualche momento d’imbarazzo. Quando un giornalista giapponese ha chiesto perché Washington non avesse avvertito gli alleati, tra cui il Giappone, della sua intenzione di attaccare l’Iran, il presidente statunitense ha risposto di aver voluto puntare sull’effetto sorpresa. “E chi può saperlo meglio del Giappone?”, ha aggiunto. “Voi perché non ci avete avvertiti di Pearl Harbor?”. Takaichi ha fatto una smorfia, ma è rimasta in silenzio. Trump ha poi elogiato Takaichi per la sua disponibilità a partecipare agli sforzi per garantire la sicurezza del trasporto marittimo nello stretto di Hormuz, bloccato dall’Iran, aggiungendo: “Mica come la Nato…”. Trump non ha però precisato quali impegni avrebbe preso la premier, che in precedenza aveva sottolineato i vincoli legali a cui è sottoposto il paese. La costituzione giapponese, infatti, sancisce la rinuncia alla guerra. Il 24 marzo, scrive il Japan Times, il ministro della difesa giapponese ha smentito le parole dell’ambasciatore statunitense all’Onu, secondo cui Tokyo si è impegnata a inviare navi militari in Medio Oriente. “A mia conoscenza, il Giappone non ha preso alcun impegno specifico”, aveva dichiarato il ministro.

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Questo articolo è uscito sul numero 1658 di Internazionale, a pagina 40. Compra questo numero | Abbonati