Pubblicato pochi mesi dopo l’album strumentale Music for writers, Daylight daylight è il secondo disco di Steve Gunn del 2025. Unisce il minimalismo del lavoro precedente all’atmosfera nebulosa e primaverile di Other you (2021). Qui Gunn si presenta come un trovatore acustico: è il suo primo album per la No Quarter. È prodotto da James Elkington, che crea gli arrangiamenti di archi e fiati donando al disco un carattere arioso e a volte astratto. I sette brani scorrono lenti e meditativi, evocando morte e rinascita senza toni cupi. Daylight daylight è un viaggio curioso e luminoso: pezzi come Hadrian’s wall e Loon incantano con arrangiamenti che richiamano Ennio Morricone. Gunn, però, rimane ancorato al presente, con canzoni che sembrano sul punto di dissolversi in luoghi ignoti.
Timothy Monger, All Music

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Questo articolo è uscito sul numero 1642 di Internazionale, a pagina 92. Compra questo numero | Abbonati