Considerare Chin up buttercup un album sulla fine di un amore potrebbe essere accurato ma è allo stesso tempo inadeguato per una musica che vuole soprattutto ricostruire la vita dopo una perdita. Le esperienze descritte nelle canzoni coprono l’intero ciclo del dolore, mentre il titolo aggiunge una nota sardonica riferita all’imperativo sociale di offuscare con finti sorrisi un mondo interiore in frantumi. Austra, alter ego della canadese Katie Stelmanis, fa un esorcismo dance, in cui da una parte si balla e dall’altra c’è spazio per toni intimi. La musicista sta in mezzo a tensioni profonde e tradimenti, che bilancia attraverso ritmi leggeri in un’atmosfera generale dominata dal disorientamento. La voce resta una dei suoi punti di forza con cui si dimostra ferita ma determinata. Austra ci sta dicendo che sentirsi a pezzi non significa essere deboli.
Matt Young, The Line of Best Fit

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Questo articolo è uscito sul numero 1642 di Internazionale, a pagina 92. Compra questo numero | Abbonati