Con la storia della fittizia famiglia Larkin, Adam Rapp non risparmia nulla nel tentativo di spiegare ciò che la maggior parte di noi preferisce credere inspiegabile. Come può un ragazzo proveniente da una famiglia normale diventare un assassino di massa? Rapp ce lo mostra, passo dopo passo, dal 1951 al 2010. Ogni capitolo è raccontato dal punto di vista di un componente della famiglia. Lungo il percorso conosciamo Ava e Donald Larkin e i loro figli: Myra Lee, Joan, Alec, Fiona e Lexy. I personaggi sono prevedibili fino a quando smettono di esserlo e la trama sembra noiosa, finché non fatichiamo a starle dietro, mentre Rapp costruisce una narrazione che, anche nei suoi momenti più scioccanti, risulta fin troppo realistica. Ignorare segnali allarmanti può sembrare indifendibile, ma Rapp sa che la maggior parte delle famiglie è più complicata di quel che sembra. E confida che anche i suoi lettori lo sappiano.
Connie Schultz, The New York Times

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Questo articolo è uscito sul numero 1628 di Internazionale, a pagina 83. Compra questo numero | Abbonati