Secondo i risultati parziali, il presidente uscente Yoweri Museveni, al potere dal 1986, è nettamente in testa alle elezioni presidenziali del 15 gennaio, mentre il candidato dell’opposizione Bobi Wine è stato messo agli arresti domiciliari.

Con quasi il 50 per cento delle schede scrutinate, ha affermato il 16 gennaio la commissione elettorale, Museveni ha ottenuto il 76,25 per cento dei voti, contro il 19,85 per cento di Bobi Wine, il cui vero nome è Robert Kyagulanyi.

“L’esercito e la polizia hanno circondato l’abitazione di Robert Kyagulanyi, mettendolo di fatto agli arresti domiciliari insieme alla moglie”, ha annunciato il suo partito, la Piattaforma di unità nazionale (Nup), la sera del 15 gennaio sul social media X . “Alcuni agenti hanno scavalcato illegalmente la recinzione esterna della proprietà e stanno attualmente installando delle tende in giardino”.

La mattina del 16 gennaio alcuni giornalisti dell’Afp hanno confermato la presenza di un veicolo della polizia e di alcuni agenti davanti all’abitazione di Bobi Wine.

A causa del blocco di internet, l’Afp non è però riuscita a contattare nessun dirigente del Nup per avere un aggiornamento.

Qualche ora dopo, però, un deputato del Nup ha dichiarato all’Afp che dieci sostenitori di Bobi Wine sono stati uccisi dall’esercito nel distretto di Butambala, nel sud del paese.

Secondo i principali analisti politici, le elezioni sono una pura formalità per Museveni, 81 anni, che punta a ottenere un settimo mandato consecutivo grazie al controllo totale dell’apparato elettorale e di sicurezza.

I risultati finali dello scrutinio, caratterizzato da gravi problemi tecnici, dovrebbero essere annunciati entro il 17 gennaio.

Le autorità hanno bloccato internet a partire dal 13 gennaio e dispiegato un ampio dispositivo di sicurezza.

Bobi Wine, 43 anni, ex cantante, ha denunciato “brogli sistematici” e accusato le forze di sicurezza di aver arrestato alcuni dirigenti del suo partito, approfittando del blocco di internet. Queste informazioni non hanno potuto essere verificate dall’Afp.

L’oppositore era già stato arrestato e torturato in occasione delle ultime presidenziali, nel 2021.