I cupi eventi di questo inizio del 2026 fanno pensare che stia cedendo un ordine in cui da tempo sono visibili profonde crepe. Diritto internazionale, democrazia rappresentativa, libero mercato, diritti civili entrano in crisi senza che sia chiaro come saranno sostituiti. Ci si chiede come siamo giunti a questo punto e quali siano le parole che ci permettono di definire ciò che sta accadendo. Questo libro prova a rispondere a queste domande a partire dal titolo. Lo ha scritto Massimo De Carolis, filosofo, autore di studi sul neoliberismo e sul suo impatto sulla politica e sul diritto. Secondo lui, da un lato si delinea un patto tra capi e popolazioni in cui i primi offrono protezione alle seconde in cambio di fedeltà; dall’altro potere e ricchezza tendono sempre di più a coincidere, alimentando un processo di ampliamento delle diseguaglianze. Dopo aver ripercorso le radici di questo processo e della sua concettualizzazione, De Carolis si concentra sui due elementi che lo caratterizzano: la fine del mercato e quella dello stato, e conclude designando il modello come la conseguenza inevitabile delle contraddizioni che hanno segnato la modernità. Tenendo conto delle implicazioni geografiche, storiche ed economiche del processo, tenta quindi di immaginarne il superamento. Solo rinunciando allo stato e al mercato come li conosciamo, sembra suggerire, si può uscire dalla crisi. ◆

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Questo articolo è uscito sul numero 1649 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati