Passata la sbornia per Una battaglia dopo l’altra, bisognerà ammettere che l’unica scena del film che merita veramente di passare alla storia nella carriera di un regista perfetto è quella della battaglia nelle strade in cui forze equivalenti all’Ice danno la caccia a migranti e clandestini, e il sensei interpretato da Benicio del Toro si attiva per tutelarli. Si cambia latitudine, ma nella colonna sonora di quelle scene ci avrei sentito bene qualche brano dei Caveiras dal disco _Guerra total na boca do lixo _(guerra totale nella bocca della spazzatura), in uscita il 13 febbraio per UR Suoni. L’immaginario riottoso e assertivo dei Caveiras, che cantano in portoghese, nasce da un accumulo di fieri scarti provenienti dalla storia brasiliana e in particolare dal suo cinema: già il titolo è un omaggio a Rogério Sganzerla, regista di _Il bandito della luce rossa _e lui stesso autore che mescolava elementi pulp, episodi di cronaca nera e allucinazioni del sottomondo di São Paulo. L’intento del gruppo di far risuonare la latta cupa e mitica della protesta è coerente e ben si presta a questa vigilia infinita di un terzo conflitto mondiale, che sarà sistematizzata dai libri di storia quando saremo sufficientemente vecchi e accondiscendenti da riconoscere che sì, effettivamente la sensazione era quella di una guerra totale che non si combatte né con l’atomica né con le pietre ma proprio con gli scarti. Teso, antico e vigile, _Guerra total na boca do lixo _ha un modo bello e rispettoso di raccontare suoni e battaglie non troppo lontane, aggirando la retorica a volte stucchevole che circonda il sud del mondo. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1649 di Internazionale, a pagina 84. Compra questo numero | Abbonati




