Pochi film hanno affrontato il tema “mangia il ricco” con la gioia folle e sanguinaria di Finché morte non ci separi, in cui una sposina, Grace (Weaving), scopre che i suoceri, la famiglia Le Domas, sono satanisti e il suo primo impegno familiare è sopravvivere a una notte di sangue nella loro sontuosa tenuta. Il secondo capitolo riprende dove finiva il primo, con la nostra eroina viva ma messa piuttosto male. Quando si risveglia in ospedale scopriremo che la famiglia Le Domas è solo uno dei clan che dominano il mondo e sono adoratori di Satana. Ora che la stirpe si è estinta, con la sola Grace rimasta, si è creato un posto vacante nell’organigramma satanico. Per un arcano insieme di regole, tutte le ricche famiglie dovranno riunirsi in un’altra, sontuosa, villa e dare la caccia, sempre per una notte, alla malcapitata Grace. Stavolta almeno avrà al suo fianco la sorella Faith (Kathryn Newton). Questo sequel ripropone molti elementi del film precedente, ma li reinventa in modo da rendere tutto imprevedibile e bizzarro, con qualche tocco di stile, forse superfluo, ma efficace. Bettinelli-Olpin e Gillett trovano un difficile equilibrio tra horror, commedia, crudeltà e pathos. Alissa Wilkinson, The New York Times
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Questo articolo è uscito sul numero 1660 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati