Il terzo film diretto da Bradley Cooper è più essenziale, crudo, aperto e vulnerabile dei precedenti. Tutti e tre i film parlano di artisti e performer, ma a differenza da A star is born e Maestro, questa commedia su un padre depresso sull’orlo del divorzio che trova nuovi significati nella stand up comedy e liberamente ispirata alla vita del comico britannico John Bishop, è piacevolmente informale e intima. Ed è anche molto divertente. Will Arnett è fantastico nei panni di Alex, un uomo di mezza età un po’ trasandato il cui matrimonio con Tess (eccellente Laura Dern) è ormai in crisi. Il suo incontro con la stand up è casuale. Dopo qualche incertezza, strappa qualche risata. Abbastanza per far scoccare la scintilla. La sua comicità non è convenzionale, ma divagante, sconclusionata e arguta. Come la sceneggiatura del film, scritta da Cooper (che appare in un piccolo, memorabile ruolo), Arnett e Mark Chappell: semplice e piacevole conquista poco alla volta.
Wendy Ide, The Observer

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Questo articolo è uscito sul numero 1659 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati