A 38 anni, Bienvenu ha dimostrato di avere talento in un ampio spettro creativo, dai fumetti ai videoclip. Arco è il suo primo lungometraggio d’animazione. Nel film si sovrappongono due epoche: un futuro lontano, in cui un’umanità eterea si è trasferita in architetture sospese per concedere alla Terra un periodo di riposo, e un futuro più prossimo (nel 2075), molto simile alla nostra epoca, in cui il genere umano assiste impotente alla devastazione del pianeta. Distopia da una parte, utopia dall’altra. Per un incidente, Arco arriva dal futuro su una Terra devastata dove incontra Iris. In netto contrasto con il suo mondo aperto e sensoriale, il mondo della ragazza è mediato dalla robotica, bolle protettive che la isolano e la proteggono dalla desolazione circostante. Questa magnifica favola ecologica, che non nasconde una grande ammirazione per Hayao Miyazaki, delizierà i bambini tanto quanto ispirerà i loro genitori, preoccupati per il futuro. Incontriamo tre inquietanti ufologi rétro, un robot malfunzionante che crede di essere l’abitante della caverna di Lascaux, due bambini che si amano e decidono di salvare il mondo: mille cose che commuovono, incuriosiscono e incantano. Una sensualità pop e animistica esplode in ogni inquadratura. Risultati così straordinari nell’animazione francese sono abbastanza rari. Jacques Mandelbaum, Le Monde

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Questo articolo è uscito sul numero 1657 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati