Come spesso accade nei film di Kleber Mendonça Filho, l’azione si svolge a Recife, in Brasile. Nel 1977 Marcelo, un ex professore braccato per motivi che saranno chiariti poco a poco, arriva in città per stare vicino al figlio. Si stabilisce lì, in pieno carnevale, in una piccola pensione dove un gruppo clandestino riunisce gli oppositori ricercati dal regime. Possiamo metterci alla ricerca dell’agente segreto promesso dal titolo, con il rischio di aspettarlo ancora all’uscita dalla sala. Possiamo anche lasciarci trasportare dallo tsunami narrativo, informativo e sensoriale di questo thriller carnevalesco. Non si può però non menzionare l’attore Wagner Moura, star brasiliana che si distacca dal ruolo di Pablo Escobar (nella serie Narcos) per incarnare Marcelo, con un fascino inquieto e un’intelligenza allo stremo, intorno al cui mistero il film ruota come la Terra intorno al Sole. Sole nero della malinconia, naturalmente, che illumina una trama che dispensa una serie di false piste che prenderemo tutte a cuore. Più che “raccontare”, L’agente segreto ci invita a perderci al suo interno per trovare, grazie a noi, il posto che gli spetta.
Jacques Mandelbaum, Le Monde

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Questo articolo è uscito sul numero 1650 di Internazionale, a pagina 76. Compra questo numero | Abbonati