To Lam, leader del Partito comunista vietnamita (nella foto), il 7 aprile è stato eletto dal parlamento anche presidente della repubblica, un doppio incarico che rompe con la tradizionale gestione collegiale del potere e si pone nel solco della prassi adottata in Cina, scrive Nikkei Asia. Tradizionalmente il Vietnam è governato dai “quattro pilastri”: il leader del partito, il presidente della repubblica, il primo ministro e il presidente dell’assemblea nazionale. Lam oggi ricopre due di queste cariche, come Xi Jinping in Cina. Il giorno prima della sua elezione, Lam si è rivolto al parlamento dicendo che il Vietnam deve accelerare la crescita della sua economia in un’epoca in cui la competizione tra le grandi potenze è “sempre più agguerrita” e “i mercati globali sono in fase di ristrutturazione”. Il Vietnam, la cui economia dipende dalle esportazioni, sta lottando per raggiungere una crescita del 10 per cento nel 2026, con la guerra in Medio Oriente che soffoca le forniture energetiche (il paese compra dalla regione più dell’80 per cento del suo greggio) e gli Stati Uniti, il più grande importatore mondiale di merci, che hanno imposto a Hanoi dazi del 20 per cento.
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Questo articolo è uscito sul numero 1660 di Internazionale, a pagina 36. Compra questo numero | Abbonati