Di solito nei film di Park Chan-wook i protagonisti sono criminali brillanti e machiavellici. Lontani dall’adorabile e goffo Man-su che, dirigente in una cartiera licenziato di punto in bianco, ricorre a misure sempre più disperate e letali per assicurarsi un nuovo lavoro. Si capisce molto presto che non è adatto a scatenare una furia violenta. La regia di Park è elegante e il film bilancia la tensione psicologica con spunti comici vertiginosi ed esilaranti.
Wendy Ide, Screen International
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Questo articolo è uscito sul numero 1647 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati