Ci manca la scuola
◆ Ho letto con molto piacere gli articoli sulla scuola(Internazionale 1356), ma ho notato che non si parla molto di università. Quasi tutte si sono organizzate per tenere lezioni online fin dall’inizio del lockdown. Tuttavia manca nel dibattito pubblico ogni riferimento a questo mondo. Anche se siamo studenti più maturi, e quindi più responsabili e autonomi, comunque affrontiamo un lungo percorso di approfondimento degli studi, che non è composto solo dalle lezioni, ma anche dal rapporto con i compagni di corso. Inoltre i tirocini e i laboratori sono stati sospesi, e non abbiamo idea di come svolgeremo questa parte fondamentale della nostra formazione. Per non parlare degli studenti fuori sede, tornati dalle loro famiglie, che continuano a pagare l’affitto di una stanza senza sapere se potranno tornarci. In un numero dedicato all’insegnamento speravo di trovare almeno un articolo su questo.
Irene◆ Io e mio marito siamo ricercatori e abbiamo la fortuna di poter lavorare da casa. Da
due mesi ci alterniamo per sostenere i nostri tre figli nella scuola online. Abbiamo introdotto i due più grandi all’uso degli strumenti informatici e ora se la cavano da soli. La piccola è in seconda elementare e ha bisogno di un sostegno continuo per leggere e imparare le tabelline. Io e mio marito dedichiamo l’intera mattina a seguirli nella scuola, poi cerchiamo di comprimere il nostro lavoro nelle restanti ore della giornata. Questo richiede molta energia e pazienza. Quando è uscito il nuovo decreto ho cercato elementi per capire come gestire i bambini nei prossimi mesi. Invece non ho trovato indicazioni. Nel decreto
si parla solo di “buoni babysitter”, ma potremo portare i bambini a casa di una babysitter? Che contratto potremmo farle? Dove troveremo i dispositivi informatici per far seguire compiti e lezioni a tutti e
tre mentre noi lavoriamo sui nostri pc?
_Laura Passatore _
Ricominciamo bene
◆ “La pandemia ha distolto l’attenzione dalla lotta al cambiamento climatico”, scrive Leslie Hook (Internazionale 1355). I cambiamenti climatici adesso appaiono lontani e sfuggenti, mentre sono conseguenza di azioni umane, le stesse che possono favorire la diffusione di nuovi patogeni. E credo sia questa la lezione da imparare, altrimenti resta solo il dolore.
Claudia Dalmastri
Errata corrige
◆ Su Internazionale 1356, a pagina 18, nel periodo 2018-2019 il 33,8 per cento delle famiglie italiane, e non il 38 per cento, non aveva computer o tablet in casa secondo l’Istat.
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Questo articolo è uscito sul numero 1357 di Internazionale, a pagina 12. Compra questo numero | Abbonati