Due manifestanti antigovernativi di fronte ai copertoni incendiati per bloccare le strade principali di Baghdad. Le proteste, in corso dall’inizio di ottobre, sono riprese il 19 gennaio nella capitale e in altre città del paese, dopo una pausa di qualche settimana a causa delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Negli scontri con le forze di sicurezza sono morte cinque persone, mentre il bilancio della repressione dall’inizio della contestazione è di cinquecento morti. I manifestanti chiedono elezioni anticipate, una riforma della legge elettorale, un premier indipendente e la fine della corruzione e della ripartizione degli incarichi politici su base etnica e confessionale.
Fumo sulla città
19 gennaio 2020
La posta in palio
19 gennaio 2020
Il concorso pubblico dei Correos, le poste spagnole, che si è tenuto nella cittadina di Silleda, in Galizia, per l’assunzione di 169 persone a tempo pieno. I candidati erano 9.756. Lo stesso giorno in 29 città di tutta la Spagna 166mila persone hanno preso parte alle selezioni per 4.005 impieghi in 89 uffici postali del paese. È stato il più grande concorso organizzato dalle poste negli ultimi dieci anni. La Spagna ha un tasso di disoccupazione del 14,1 per cento (novembre 2019), il più alto nell’Unione europea dopo quello della Grecia.
In marcia
15 gennaio 2020
Centinaia di migranti in cammino per raggiungere gli Stati Uniti e fuggire dalla povertà e dalla violenza. Il 20 gennaio la guardia nazionale messicana ha respinto i migranti con la forza, lanciando gas lacrimogeni per impedirgli di entrare nel paese. La maggior parte è stata rimpatriata in Honduras, mentre cinquecento persone hanno allestito un accampamento di fortuna lungo le rive del fiume Suchiate, che segna il confine naturale tra Guatemala e Messico. Il presidente messicano López Obrador ha detto che le forze dell’ordine cercano di applicare la legge senza violare i diritti umani.
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