Immagini
Juan Carlos Cisneros, Afp/Getty Images

Giorno di festa

Lampa, Perù
2 gennaio 2021

Due nativi aymara celebrano il Roscasiri, o festa del pane, nel dipartimento di Puno, nel sud del paese. Durante le celebrazioni, che si svolgono in onore di una nuova autorità locale, gli abitanti preparano cesti pieni di pane, cereali e frutta come buon auspicio e augurio di abbondanza per il futuro. Gli aymara sono uno dei più di cinquanta gruppi indigeni che vivono in Perù.

Michele Lapini e Valerio Muscella

Verso l’Europa

3 gennaio 2021 Lipa, Bosnia Erzegovina

Migranti e profughi che erano ospitati nel campo temporaneo di Lipa, distrutto in un incendio il 23 dicembre, protestano contro le condizioni disumane in cui sono costretti a vivere e chiedono di poter continuare il viaggio verso i paesi dell’Unione europea. Alcuni sono in sciopero della fame. In Bosnia Erzegovina attualmente ci sono seimila migranti ospitati in strutture d’accoglienza ufficiali e circa tremila, tra cui molte donne e bambini, accampati all’aperto nei pressi del confine con la Croazia. Negli ultimi anni il flusso di persone lungo la cosiddetta rotta balcanica è aumentato esponenzialmente. Nel 2019 in Bosnia sono transitati più di 30mila migranti.

Mahmoud Issa, Quds Net News/Zuma/Ansa

Gli esclusi

Striscia di Gaza, Palestina
18 dicembre 2020

Bambini palestinesi giocano davanti alla loro casa nel campo profughi di Jabalia. Un mese di restrizioni, coprifuoco notturno e lockdown totale nei fine settimana in tutta la Striscia di Gaza, non ha placato la diffusione del covid-19 e i contagi sono più di 43mila. In Israele la distribuzione del vaccino contro il virus è cominciata il 23 dicembre e procede in modo spedito: la prima dose è già stata somministrata a più del dieci per cento della popolazione. Ma i quasi cinque milioni di palestinesi che vivono nella Cisgiordania occupata e nella Striscia di Gaza sono esclusi dal piano di vaccinazione israeliano, che prevede la copertura solo per i cittadini d’Israele, compresi i coloni che vivono negli insediamenti della Cisgiordania e i palestinesi residenti a Gerusalemme. Il ministero della salute palestinese ha fatto sapere che una prima fornitura di vaccini è prevista per febbraio.

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